I tartufi sono dei funghi particolarmente pregiati, dei prodotti d’eccellenza della tradizione enogastronomia italiana e protagonisti di ricette raffinate, deliziose e sofisticate. Il tartufo è prezioso e costoso perché raro, difficile da trovare e reperire in natura e necessità dell’addestramento del migliore amico dell’uomo: il cane. Questo, infatti, grazie al suo olfatto molto efficiente e sviluppato, se addestrato, è un ottimo cercatore di tartufi.

Addestramento cani da tartufo: tutto quello che c’è da sapere

L’addestramento dei cani alla ricerca del tartufo è possibile, ma è giusto sottolineare che esistono delle razze più predisposte a imparare a ricercali, quali:

  • lagotto romagnolo;
  • pointer;
  • bracco;
  • setter;
  • cocker.

Tuttavia, qualsiasi tipo di cane può essere addestrato con successo a questo tipo di attività. In generale, quelli che si divertono di più nel praticarla e ne traggono maggiore soddisfazione sono i cani da caccia o i meticci, che abbiano tra i loro antenati un parente di queste razze.

Cosa considerare prima di decidere d’iniziare un percorso di addestramento cani da tartufo

Se si sta pensando di adottare un cane per iniziare insieme a lui un percorso di addestramento per la ricerca del tartufo è necessario scegliere bene il proprio amico a quattro zampe. Infatti, non tutti i cani sono adatti a lunghe passeggiate in boschi ricchi di rovi e sterpaglie o in condizioni meteorologiche non ottimali. Cagnolini di taglia troppo piccola o eccessivamente grossa e pesante, per esempio, tendono a stancarsi durante queste attività o, nel tempo, subire danni all’apparato scheletrico e alle ossa.

Il cane ideale per l’addestramento alla ricerca dei tartufi, come abbiamo detto poc’anzi, è un soggetto appartenente alle razze dedite alla caccia o un incrocio che ne ricalchi le caratteristiche fisiche e caratteriali. Per far sì che un cane si diverta ad aiutare il proprio umano nella ricerca dei tartufi è indispensabile che sia curioso, dinamico, interessato agli odori e ai profumi, equilibrato e collaborativo. Questi sono pregi che la maggior parte dei cani ha insiti nel proprio DNA mentre, in altri casi, potrebbe essere necessario lavorarci un po’ su, con tanta pazienza, amore e dedizione.

A che età iniziare l’addestramento cani da tartufo

In linea di massima, per qualsiasi tipo di addestramento canino è meglio lavorare con i cuccioli: non hanno ancora una personalità delineata né un forte istinto di territorialità, pertanto sono più propensi ad imparare nuove cose e ad accettare le regole. Anche su questo, però, non bisogna essere troppo rigidi: i cani possono essere addestrati a qualsiasi età, se lo si fa utilizzando i giusti metodi e se si rispettano i loro tempi di apprendimento senza scoraggiarsi né perdere la pazienza. L’ideale, comunque, è iniziare a proporre al cucciolo i primi giochi educativi verso i 5/6 mesi, in quella fase della sua vita in cui sta per entrare nell’età adulta.

Addestramento cani da tartufo: l’importante è che sia un gioco divertente per tutti

Quando si decide di addestrare un cane per uno specifico lavoro, come può essere quello della ricerca dei tartufi, è importante fare in modo che per lui non sia una costrizione o qualcosa che fa controvoglia. L’addestramento canino, soprattutto se si applica a un cucciolo, deve coinvolgerlo e divertirlo, motivarlo e soddisfarlo. Anche il percorso di addestramento cani da tartufo deve seguire lo stesso schema: quello del gioco.

Consigli generali per un buon addestramento canino

Per un efficace addestramento del cane bisogna:

  • Prevedere sessioni di addestramento brevi della durata di 10/15 minuti, per evitare che il cane si annoi e perda interesse per l’attività proposta;
  • Adottare durante l’addestramento un atteggiamento di complicità e non di autorità. Il cane deve capire che da lui si cerca collaborazione e non semplice e banale obbedienza. Fare qualcosa insieme al suo umano, alla pari, lo gratifica immensamente e lo renderà più propenso a svolgere bene il suo compito;
  • Utilizzare il metodo del rinforzo positivo e non quello del rimprovero. Significa premiare il cane quando esegue un’azione corretta e non sgridarlo se sbaglia. In questo modo, lui si focalizzerà su cosa deve fare per ottenere il premio e non subirà la mortificazione dell’essere ripreso quando non ci riesce.

I giochi per addestrare un cane alla ricerca dei tartufi

Esistono diversi giochi per insegnare al proprio cane a cercare i tartufi, come:

  1. Lo straccio profumato: consiste nello strofinare un tartufo su uno strofinaccio fino a che il tessuto sia ben impregnato dell’odore del fungo. A questo punto si annoda lo straccio facendolo diventare un vero e proprio giocattolo per il cane, con il quale si può giocare al “tira e molla”. È importante mettere molta enfasi nel gioco: mentre il cane cercherà di strapparci dalle mani il tessuto bisogna far finta d’impegnarsi tantissimo per impedirglielo, così che lui pensi che quel tessuto odoroso sia qualcosa di estremamente prezioso. Quando lo lasceremo vincere si sentirà molto soddisfatto e avrà imparato che quando sente quell’odore ha trovato qualcosa d’importante;
  2. L’ovetto: consiste nel nascondere un tartufo dentro un contenitore metallico. Il cane riconoscerà l’odore del fungo (grazie al gioco dello strofinaccio) e imparerà a prenderlo senza masticarlo perché è protetto dall’ovetto;
  3. Lo scavo: il terzo step consiste nel sotterrare l’ovetto con dentro il tartufo, facendo vedere al cane cosa si sta facendo, e lasciare che sia lui a dissotterrarlo scavando.

Quando un cane ha imparato a eseguire con disinvoltura questi tre giochi è pronto per la sua prima passeggiata alla ricerca dei deliziosi tartufi. Esistono diversi corsi cinofili, come quelli offerti dal centro di formazione CORSICEF® (CEF Publishing Spa), potrebbe essere un’occasione per approcciarsi al mondo cinofilo e approfondire competenze e conoscenze. 

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