È ben noto come un’alimentazione varia, associata a uno stile di vita sano ed equilibrato, permetta di ridurre le probabilità d’insorgenza di malattie, siano esse legate alla circolazione o ad altri aspetti fisiologici dell’organismo. Mangiare in modo vario significa assecondare il fabbisogno del nostro corpo, richiedente tutti i “mattoncini” che costituiscono la fisiologia umana. Dalle proteine ai lipidi, passando per le vitamine e i carboidrati, l’alimentazione deve poter rispondere alle esigenze dell’organismo, così da garantire un apporto adeguato dei nutrienti. Da questo punto di vista, le Buddha bowls rappresentano un piatto completo.

Alla scoperta delle Buddha bowls

Traducibile in “ciotola di Buddha”, una Buddha bowl è un piatto freddo generalmente vegetariano, servito, per l’appunto, in una ciotola. Tuttavia, non si esclude l’utilizzo di un piatto fondo, purché garantisca spazio per l’inserimento degli ingredienti. Il concetto è nato nel 2013, ma la sua diffusione ha preso piede nel 2017, a quattro anni di distanza.

Questi piatti sono completi e molto salutari, in quanto contengono una grande varietà d’ingredienti. Sono facili da preparare, versatili e adatti a tutti; infatti, se ne possono preparare tantissime varianti. L’unica cosa a cui bisogna fare attenzione è quella di mantenere le giuste proporzioni tra i vari componenti e seguire la stagionalità dei prodotti. 

Ma quali sono le caratteristiche delle Buddha bowls? In che modo la tendenza ha conosciuto il successo? Approfondiamo la questione.

Caratteristiche generali delle Buddha bowls

La Buddha bowl appartiene alla gamma dei piatti unici. All’interno della ciotola, infatti, possono essere inseriti ingredienti vari, provenienti dal mondo dei cereali, della verdura o dei latticini. Ciò che li rende piatti completi è l’unione di un primo, un secondo e un contorno, di conseguenza l’assunzione di tutte le vitamine, proteine e carboidrati necessari.

In linea di massima, queste soddisfano maggiormente le esigenze dei crudisti e, più in generale, più dei vegetariani. Analizzando gli ingredienti, si evince che il piatto è ricco in semi e granaglie varie, dai cereali alla frutta secca; non mancano, ovviamente, la verdura e la frutta, per rendere il piatto davvero completo.

Dunque, stiamo parlando d’insalate? Non esattamente. La grande differenza rispetto all’insalatone, presente nella dieta mediterranea, è data dalla maggiore varietà d’ingredienti inseriti e dalle modalità con cui i piatti vengono preparati. Nel caso dell’insalata, si è soliti mangiarla nelle stagioni estive, è l’ingrediente base è l’insalata dalle foglie verdi, accompagnata da pomodori, legumi e latticini, come le mozzarelle. Il tutto viene mescolato insieme. La Buddha bowl è adatta a ogni periodo dell’anno, può essere servita anche calda. Infatti la regola in questo caso, è evitare gli ingredienti in scatola, e optare per ciò che offre la stagione e l’insalata verde molto spesso non è presente. In più, la combinazione dell’insieme è molto decorativa, gli ingredienti non vengono mischiati, ma posizionati per abbellire la composizione.

Buddha bowls: uno sguardo agli ingredienti

In queste bowl ritroviamo amidi, alimenti lavorati, fonti di vitamine, grassi e altri condimenti, riuniti tra loro, ma mai mescolati.

Partendo dagli amidi, nella “ciotola” trovano spazio tuberi quali patate e manioca. Le fibre e le proteine possono derivare dai cereali: da questo punto di vista, ci si può sbizzarrire tra segale, riso, mais, frumento e via dicendo. Non meno importanti i legumi, dai fagioli ai ceci, passando per i piselli, le lenticchie, i lupini e così via. Tra gli alimenti lavorati si segnalano il tofu e il seitan, solo per citare i più noti. Venendo a verdure e ortaggi, la scelta si amplia notevolmente. Chi prepara la Buddha bowl può riempire la ciotola di carote, finocchi, spinaci, melanzane, pomodori, radicchio, lattuga, broccoli, cime di rapa e tanti altri alimenti, a seconda delle proprie preferenze.

La Buddha bowl può anche prevedere l’inserimento di frutta, dalle arance all’uva, passando per mirtilli, limoni, kiwi, mele, pere, a conferma della ricchezza del piatto.

Per quanto riguarda i grassi, le fonti da inserire nella ciotola sono gli omega-3, gli omega-6 e gli omega-9. Gli ingredienti, in questo caso, sono la frutta secca e i semi oleosi: è possibile riempire la bowl con noci, sesamo, mandorle, nocciole e semi di papavero, per poi condire il tutto con olio extravergine di oliva, di mais o di soia.

Infine, da non trascurare i condimenti quali spezie, erbe aromatiche e aromi in generale: spazio alla salvia, al basilico, al rosmarino, alla curcuma, al curry e allo zenzero, tra le più usate e apprezzate in cucina.

Pregi e benefici delle Buddha bowls

In virtù della quantità d’ingredienti differenti, riuniti in un solo e unico piatto, una stima delle proprietà nutrizionali di una Buddha bowl risulta complessa.

Sicuramente, l’apporto energetico e i benefici per il corpo di questi piatti varia da una bowl all’altra. Tuttavia, ogni tipologia garantisce sempre una ricca quantità di fibre, contenuta negli alimenti presenti nella ciotola. Le fibre sono fondamentali per chi soffre di stipsi. In secondo luogo, in una Buddha bowl sono contenuti numerosi antiossidanti, utili per prevenire l’invecchiamento cellulare. Non meno rilevanti sono le quantità di vitamine e minerali, fondamentali per il benessere di mente e corpo.

Le Buddha bowls possono quindi essere considerate alleate della salute, ma va detto che, a dover di cronaca, è bene non eccedere con gli amidi (specie i tuberi), oltre che con le porzioni di olio, quest’ultime in grado di aumentare notevolmente l’apporto di calorie. In generale è sempre opportuno non esagerare mai con le dosi ma calibrare bene il tutto in base al reale fabbisogno giornaliero.

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