Empatia, ascolto attivo, buona organizzazione e motivazione sono gli elementi fondamentali per aiutare i bambini a studiare in DAD e seguirli in questo percorso. La curiosità e l’entusiasmo iniziali, hanno lasciato spazio gradualmente alla stanchezza e alla difficoltà nell’apprendimento. Un corretto supporto da parte dei genitori e degli assistenti all’infanzia può essere cruciale.

DAD: aspetti positivi e negativi

Modalità differente dall’insegnamento in presenza, la didattica a distanza, ha sviluppato ansia e tensione nei genitori degli studenti. Il ruolo delle mamme e dei papà così come degli assistenti all’infanzia durante una lezione online non è marginale. Entrambe le figure possono aiutare i bambini a studiare e fungere da intermediari tra il processo di apprendimento e le richieste della scuola.

La DAD, durante il periodo di lockdown, si è rivelata un potente strumento di supporto agli alunni e in qualche modo alla didattica in presenza. Da un punto di vista socio-educativo, ha permesso agli studenti di rimanere in contatto con compagni e insegnanti, di alimentare la speranza, consentendo anche di andare avanti con il programma. D’altro canto però ha evidenziato molte difficoltà legate alla comunicazione e all’assenza di strumenti tecnologici adeguati nonché di conoscenze informatiche in grado di supportare i collegamenti online da casa.

La didattica a distanza ha amplificato alcune lacune dei bambini delle classi primarie. Più facili alle distrazioni, hanno maggiori difficoltà a seguire le lezioni e a svolgere di conseguenza i compiti in modo corretto. Fin quando il sistema sarà attivo, è possibile aiutare i bambini più piccoli a studiare in DAD, migliorando la qualità dell’apprendimento e l’esecuzione lineare delle lezioni.

Come aiutare i bambini a studiare in DAD

I genitori e gli assistenti all’infanzia hanno un ruolo cruciale nella fase di apprendimento in DAD. Il supporto fornito è tutt’altro che marginale, ben al di sopra dalla discutibile abitudine, dove presente, di suggerire durante un’interrogazione o lo svolgimento di un compito in classe da consegnare in un certo tempo.

La DAD ha generato negli adulti una profonda ansia e frustrazione: è meglio lasciare che i bambini siano autonomi oppure seguirli passo dopo passo? Queste domande, già comuni nel periodo antecedente al Coronavirus, acquisiscono oggi un’importanza maggiore e vengono vissute con più vigore. Ma c’è qualcosa che i genitori e gli assistenti all’infanzia possono fare per aiutare i bambini a studiare:

– organizzare l’ambiente di lavoro. I bambini hanno bisogno di uno spazio sufficientemente ampio in grado di ospitare il materiale didattico richiesto senza generare troppa confusione, un po’ come per il banchetto di scuola.

– Scandire il tempo di lavoro. Per soddisfare le richieste delle insegnanti senza creare stress nei bambini è opportuno alternare lo studio a pause e svago in modo da ritrovare il giusto slancio per affrontare e svolgere i compiti richiesti.

– Mantenere la distanza adeguata. I bambini, specialmente quelli più piccoli, hanno bisogno degli adulti per accedere alla classe virtuale, ma è importante non invadere il loro spazio durante la lezione. Pertanto, è bene fornire il giusto supporto quando viene richiesto e lasciarli da soli durante le spiegazioni, proprio come se fossero in classe.

– Non bisogna avere paura delle prestazioni dei bambini. Il programma di studio della didattica a distanza è strutturato su misura degli studenti, in modo da stimolare e accrescere l’apprendimento. Sostituirsi ai bambini, tentando di suggerire le risposte è una strategia perdente a priori. Se da un lato infatti appaga il genitore, dall’altro penalizza l’alunno nella comprensione e nelle possibilità di sviluppo futuro.

– Mai scaricare sui bambini i timori della DAD. Se si hanno dubbi sull’efficacia del metodo è bene confrontarsi direttamente con gli insegnanti o con gruppi di classe Whatsapp, cassa di risonanza di preoccupazioni e inquietudini. È bene comunicare le perplessità ai professionisti della scuola per cercare insieme soluzioni più adeguate e semplici per tirare fuori il potenziale dei bambini.

Il ruolo della didattica a distanza

Per i bambini più piccoli, appartenenti alla scuola Primaria, la DAD è uno strumento di apprendimento efficace. Integra con attività alternative il programma della didattica in presenza e con lo spirito giusto può migliorare lo sviluppo cognitivo. È importante non demonizzare questo innovativo sistema perché, oltre a svolgere un ruolo strettamente legato ai processi di formazione, ha anche la funzione di mettere in contatto i compagni di classe, permettendo agli studenti di incontrarsi, seppur dietro uno schermo, e di avere scambi relazionali.

La pandemia ha modificato le abitudini dei bimbi che si sono trovati catapultati in una realtà completamente diversa e li ha allontanati dalla routine scolastica e ricreativa. Tuttavia, a differenza degli adulti, i più piccoli possono abituarsi con più facilità: basta fornire loro il giusto sostegno e gli stimoli adeguati. Accedere con regolarità alle classi virtuali consente ai bambini e ai ragazzi di sentirsi parte integrante della classe e a stimolare lo sviluppo socio-emotivo.

La didattica a distanza, come precisa lo stesso MIUR (acronimo di Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca), contrasta l’isolamento e previene la demotivazione, elementi altrettanto importanti, a pari livello dell’apprendimento di nuove nozioni.

In conclusione assistenti all’infanzia e genitori svolgono un ruolo imprescindibile durante la DAD offrendo un prezioso supporto per aiutare i bambini a studiare e semplificando l’apprendimento.

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