Il cane è il migliore amico dell’uomo. In qualsiasi momento della giornata sarà sempre lì sull’uscio della casa ad aspettarti, pronto ad accoglierti. Qualunque sia lo stato d’animo negativo che turba l’umore del padrone, il cagnolino riuscirà sempre a riempire quel vuoto provocato da disagio, dolore o tristezza. Farà tutto questo anche quando non sarà in forma e avrà dei problemi di salute.

Come qualsiasi altro essere vivente, infatti, anche il nostro amato amico a quattro zampe può andare incontro a diverse malattie comuni nei cani, tra cui quelle cardiache. Per quanto non si senta parlare molto spesso di attacchi di cuore nei cani, in realtà sono più frequenti di quanto si pensa e bisogna agire tempestivamente per cercare di salvare loro la vita.

In questo articolo, si entrerà più nel dettaglio nella tematica, cercando di capire come riconoscere quando un cane è cardiopatico.

Il funzionamento del cuore del cagnolino

Il cuore, come in ogni forma di vita, è quello che permette a tutto l’organismo di funzionare nel modo giusto. L’arteria principale, l’aorta, permette di pompare il sangue ricco di ossigeno, che confluisce in tutti i vari organi del cagnolino.

Il ventricolo destro si occupa di distribuire l’ossigeno nei polmoni. In entrambi i casi il sangue arrivato ai vari organi ritorna nel suo punto centrale, per poi ricominciare come in una specie di circolo.

Per far sì che tutto questo avvenga senza impedimento è fondamentale vi sia dinamicità delle vene e delle arterie che, in nessun caso, devono essere ostruite.

Come capire se il nostro cane è cardiopatico?

Non è mai facile identificare una cardiopatia senza il consulto di un veterinario, ma ci sono alcuni effetti collaterali che il cane esterna, che ci potrebbero far ipotizzare un problema legato al cuore.

Una prima manifestazione di una cardiopatia può essere la tosse. Quando il cane respira a fatica e presenta una tosse eccessiva, si potrebbe ipotizzare un problema cardiaco. Ma se è vero che può essere preso in considerazione come un potenziale sintomo, è anche estremamente raro ricondurlo ad un problema legato al cuore.

Un secondo sintomo è riconducibile al fenomeno della dispnea. La dispnea riguarda una respirazione a fatica e può riferirsi a numerose altre patologie, in primis quella polmonare. Un modo più concreto per vedere se il cagnolino sta bene è verificare quanti atti respiratori – estensione della gabbia toracica – compie ogni minuto. Se il suo numero supera i trenta potrebbe essere opportuno portarlo dal veterinario.

Un altro aspetto che viene tenuto poco in considerazione è l’affaticamento del cane. Quando facciamo una passeggiata con il nostro amico a quattro zampe e vediamo che respira affannosamente, come se fosse sempre stanco dovremmo considerare l’eventualità di sottoporlo a una visita approfondita.

Un altro sintomo estremamente grave è quello legato alla sincope. Questo si verifica quando avviene un repentino abbassamento della pressione e una rapida diminuzione della perfusione cerebrale.

Un ultimo sintomo da tenere sott’occhio è quello denominato cianosi. Questa si verifica quando il colore delle mucose della pelle appare tendente al blu (sinonimo di scarsa ossigenazione). È dunque  sempre opportuno controllare spesso lo stato delle mucose.

Cosa fare quando si manifesta uno di questi sintomi?

Prima di tutto la prevenzione: il nostro animale dovrebbe fare una visita veterinaria all’anno anche se non si presentano sintomi particolari.

Questo articolo non sostituisce in alcun modo il parere di un esperto.

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