Come scoprire il proprio talento

Per poter avere successo in un determinato settore, sia esso lavorativo, sportivo o artistico, è necessario avere talento e, contestualmente, dedicarsi allo studio impegnandosi a sviluppare quanto più possibile le proprie doti. Ma prima di tutto è necessario definire il proprio talento, ossia capire in cosa si è maggiormente predisposti.

Ci sono diversi modi per scoprire il proprio talento. Spesso esso si nota già da piccoli: si può avere ad esempio una spiccata propensione per la logica o per le arti grafiche, si può essere particolarmente intonati e avere orecchio per la musica o ancora eccellere nello sport. Tuttavia il talento si può scoprire anche da adulti, quando ci si imbatte in nuove materie di studio o in particolari tipologie di lavoro. Particolari doti si possono scoprire quando a scuola si studiano nuove materie e ci si trova particolarmente a proprio agio nell’affrontarle eccellendo con il minimo sforzo.

Ma come fare a scoprire il proprio talento? Di seguito si riportano 3 facili step fondamentali per valutare i settori in cui si può eccellere.

Le radici del talento

Il principale motivo per cui i bambini mostrano in maniera più spontanea il proprio talento è che essi non hanno paure. Non temono il successo o l’insuccesso né si preoccupano del guadagno: fanno solo quello per cui si sentono particolarmente portati e che amano fare. Proprio per questo motivo si può dire che gli step da effettuare nella ricerca di una propria dote nascosta devono essere volti a scoprire quale sia il tipo di attività che si ama fare e per cui si è particolarmente predisposti, quale l’attività che permette di stimolare la propria creatività, e la curiosità per una crescita continua e un maggiore sviluppo del proprio talento.

1. Dalla passione alla competenza

Negli ultimi anni si sente parlare spesso di persone che hanno cambiato vita perché stanchi di un lavoro che non li soddisfaceva e, puntando tutto sulla loro passione, hanno avviato una attività in proprio. Queste persone non hanno fatto altro che mettere a punto un progetto di vita che avesse al centro ciò che più dava loro soddisfazione. Trovare la passione giusta e trasformarla in competenza, tramite lo studio e il continuo aggiornamento, può essere il modo migliore per scegliere il proprio lavoro, un lavoro che piace e che permette di raggiungere un elevato livello di soddisfazione personale.

Dopo aver riconosciuto quale sia la propria capacità è necessario sviluppare il proprio talento seguendo dei corsi che permetteranno di trasformare una semplice passione in una vera e propria competenza. Un esempio classico è quello che vede un amante di cucina seguire corsi specifici e diventare un vero cuoco professionista. In questo caso i corsi permetteranno di comprendere al meglio l’utilizzo dei diversi strumenti di lavoro, le modalità di cottura di diverse tipologie di cibo e molto altro.

2. La creatività: la vera spinta di un talento

Quando si parla di talento e creatività non si deve pensare esclusivamente alla creatività artistica. Ritornando all’esempio precedente del cuoco talentuoso non si deve pensare che la creatività sia esclusivamente quella di realizzare piatti esteticamente perfetti o torte con decorazioni artistiche. La creatività in cucina può essere data ad esempio dalla sperimentazione di nuovi gusti, dall’accostamento di particolari pietanze o molto altro. La nascita di nuove ricette, più o meno di successo, deriva esclusivamente dalla creatività del cuoco.

Anche in altri settori la creatività è fondamentale per sostenere il talento. Si pensi ad esempio alla matematica o alla scienza, dove illustri studiosi del passato sono stati definiti visionari semplicemente perché molto più creativi dei colleghi. Questa creatività è stata poi quella che ha portato alla scoperta di nuove leggi o alla formulazione di teoremi ancora oggi validi. La creatività è quel qualcosa che permette di vedere oltre le regole fissati dalle persone comuni e, in quanto tale, rappresenta un vero e proprio pilastro delle persone talentuose.

La creatività è inoltre strettamente collegata a un altro particolare “parametro” che permette di stimolare il talento: la curiosità.

3. La curiosità: il fuoco che accende il talento

Albert Einstein, una delle più grandi menti scientifiche di tutti i tempi, amava ripetere “Non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso”. Se si potesse chiedere a tutti i talenti del mondo in cosa consiste il proprio talento, la maggior parte di essi risponderebbe di non essere talentuoso ma soprattutto curioso e dedito allo studio, alla ricerca e sempre appassionato del proprio lavoro.

La curiosità è un elemento fondamentale per poter stimolare il talento: chi è curioso, infatti, cerca regolarmente nuovi strumenti che, a loro volta, permettono di migliorare le proprie abilità e conoscenze. Un cuoco curioso proverà ad assaggiare nuove pietanze o a prepararle; un musicista curioso tenterà nuove strade che lo portino a scoprire ritmi e armonie innovative; uno sportivo curioso si interesserà alle diverse possibilità meccaniche del corpo in movimento per trovare nuovi esercizi che migliorino le proprie abilità. Naturalmente, il modo migliore per stimolare la curiosità è quello di interagire con colleghi con i quali scambiare idee e tecniche di lavoro: il talento ha infatti bisogno di confronto continuo per essere regolarmente stimolato e incrementare sempre di più le proprie capacità.

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