Vivere per lavorare o lavorare per vivere? Questa è una domanda che prima o poi ogni individuo si pone nel momento in cui il lavoro che svolge comincia a stancarlo. Non servirebbe nemmeno precisare che quando ciò che facciamo rientra tra le nostre passioni, sicuramente lo svolgiamo con uno spirito diverso e con più entusiasmo. Ma non sempre questa situazione purtroppo si verifica. Il tuo lavoro non ti piace? Ecco cosa fare.

Quando il lavoro non piace: come si manifesta il problema

Le frustrazioni derivanti dallo svolgimento di un lavoro che non piace, possono davvero compromettere la qualità della nostra vita alterando sia la sfera lavorativa che quella personale e affettiva. Sentirsi incastrati in qualcosa che non ci appartiene può realmente inficiare negativamente ogni situazione della quotidianità. Se hai cominciato a lamentarti del tuo lavoro con gli amici o la famiglia, oppure se ogni mattina appena sveglio il pensiero di recarti alla tua postazione ti tormenta e cerchi di non pensarci negandolo persino a te stesso, forse è arrivato il momento di trovare un nuovo lavoro.

Ragionaci per un attimo: trascorri al lavoro la metà della tua vita da “sveglio”, nella migliore delle ipotesi 40 ore a settimana più eventuali spostamenti per recarti sul luogo. Vivere cinque giorni su sette solamente nella speranza arrivino i due del week end per stare con chi realmente ti interessa e dedicandoti a ciò che ti piace fare, sembra quasi una punizione più che un’opportunità. La vita è una solamente e non devi sprecarla facendo ciò che non ami fare.

Primo passo: chiediti perché il tuo lavoro non ti piace

Come a dire il vero accade in molte situazioni, prima di pensare alla soluzione del problema si deve analizzarlo a fondo. Il primo passo che dovrai compiere è esattamente questo: analizza la tua situazione e chiediti perché il tuo lavoro non ti piace. Alcuni elementi difatti possono essere soggettivi. Ciò che tu definiresti da incubo, magari per un altro individuo è un posto da sogno. Spesso è tutto relativo.

Potresti avere un capo dispotico oppure una politica aziendale nella quale non ti riconosci, orari che ostacolano la tua vita al di fuori del luogo di lavoro oppure un percorso di crescita inesistente. Non è solamente l’aspetto retributivo che può renderti insoddisfatto.

Riscopri il tuo lavoro

Quando si è insoddisfatti di qualcosa, molto spesso e volentieri si tende ad amplificarne gli aspetti negativi dimenticandosi di quelli positivi. Difficilmente le situazioni sono solamente bianco o nero. Con questo presupposto cerca di individuare una serie di motivi per cui il tuo lavoro è valido. Un esempio concreto? Lo svantaggio di un capo dispotico potrebbe essere compensato dalla vicinanza al luogo di lavoro, condizione che ti concederebbe più tempo con la tua famiglia o i tuoi amici. Discorso analogo magari se nella tua azienda è presente un servizio mensa che ti permette di non buttare via tempo negli spostamenti.

Perché riscoprire il tuo lavoro? Perché così facendo il periodo che ti separa da un eventuale nuovo impiego sarà più leggero. Ma non solo: avrai la possibilità di capire gli aspetti realmente importanti della tua professione e saprai cosa cercare in futuro. Soprattutto ti eviterà di prendere decisioni avventate solamente per “disperazione”.

Cerca di capire se il problema è la professione o l’azienda

Dopo l’analisi di cui si parlava e sempre facendo riferimento al discorso che non può essere tutto bianco o nero, sarai in grado di capire se il problema sussiste nella professione che svolgi o nell’azienda per la quale la svolgi. Magari tale azienda è validissima, ma la tua stanchezza mentale fa sì che questa ti appaia come “negativa”. Questo è un passo fondamentale perché nel caso tu non avessi più interesse per il tuo lavoro, cambiare azienda non farà altro che rimandare il problema. Che si ripresenterà puntuale come un orologio svizzero.

Scegli e pianifica

Dopo le opportune analisi avrai sicuramente recuperato la lucidità mentale necessaria per prendere le giuste decisioni. Ti si presenteranno davanti tre soluzioni:

  • Rimanere dove sei. Tutto sommato il tuo lavoro non ti dispiace? Ora sai su quali aspetti cercare di intervenire per migliorare la tua condizione.
  • Aspettare il momento giusto. Non significa rimandare ma prendersi il tempo adeguato per fare le cose con calma, senza improvvisare. Decidere se cambiare lavoro non è uno scherzo.
  • Andarsene. A questo punto non ti rimane che scegliere il giorno segnandolo sul calendario. Non ha più senso aspettare e farlo peggiorerà solamente la situazione. Ricorda però di comportarti da persona corretta e dare il giusto preavviso, per non pregiudicare dei rapporti che potrebbero tornarti utili in futuro.

In conclusione

Se il tuo lavoro non ti piace e vorresti cambiarlo, ricorda che tutto quanto spiegato potrebbe sintetizzarsi in poche parole: agire con razionalità. Il consiglio è quindi di non essere impulsivo ma di muoverti in maniera responsabile. Questo perché ricollocarsi sul mercato del lavoro mentre si è occupati è sicuramente impegnativo. Ma farlo da disoccupati è decisamente peggio.

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