Come diventare assistente alla poltrona: gli studi e la formazione

Quella di assistente alla poltrona, o Assistente di Studio Odontoiatrico (ASO), è una figura professionale relativamente nuova, introdotta con un Protocollo di Intesa tra ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) e le OO.SS. (Organizzazioni Sindacali) nel gennaio del 2001. Con il decreto ministeriale n. 80 del 9 febbraio 2018 è stato individuato il profilo professionale dell’Assistente di Studio Odontoiatrico e sono state definite le mansioni principali, ossia quelle di collaborazione nella gestione dello studio, della segreteria e delle pratiche amministrative, nonché dell’assistenza al lavoro del dentista. Per diventare assistente alla poltrona è quindi necessario avere una serie di competenze in diversi settori, che possono essere raggruppati in quattro aree principali:

– area medico-biologica;
– area amministrativa;
– area informatica;
– area segretariale.

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Per poter diventare pratico in queste differenti discipline e operare come assistente alla poltrona è necessario seguire corsi specifici, che vengono solitamente organizzati dalle Regioni o da enti di formazione riconosciuti. L’accesso ai corsi è limitato da due fattori, ossia il compimento del diciottesimo anno d’età e il conseguimento di un diploma di studio.

Corsi regionali, formazione in aula e corsi online

Per iscriversi ai corsi di formazione e diventare assistente alla poltrona non è necessario aver frequentato una scuola specifica, né possedere una laurea in materie mediche o sanitarie. Come già evidenziato, infatti, per diventare un ASO è sufficiente il diploma superiore di qualsiasi scuola.

I corsi regionali, nonché quelli tenuti presso centri di formazione con lezioni frontali oppure online, seguono un programma che può essere leggermente differente a seconda dell’ente che li eroga, ma deve necessariamente toccare tutte le aree tematiche precedentemente elencate. Inoltre, devono avere un numero ben definito di ore, che non potrà essere inferiore a 700. Queste andranno ripartite in 300 ore di teoria e 400 ore di tirocinio pratico. Alcuni corsi possono prevedere una durata maggiore alle 700 ore, ma è obbligatorio che la ripartizione ne preveda almeno 300 di formazione teorica e 400 di pratica. Questo significa che le ore in surplus potranno essere gestite dagli organizzatori del corso come meglio preferiscono, puntando maggiormente sulla formazione teorica, o sugli aspetti pratici della formazione. In ogni caso è necessario ricordare che il corso non potrà avere una durata superiore ai 12 mesi. Il corso deve essere strutturato in due moduli: uno base con 150 ore di teoria di cui 20 ore dedicate alle esercitazioni e 100 ore di tirocinio; e l’altro modulo professionalizzante di 150 ore di teoria di cui 30 ore dedicate alle esercitazioni e 300 ore di tirocinio.

Queste norme valgono anche nel caso in cui si scelga di seguire un corso online. Gli enti che offrono la formazione a distanza dovranno attrezzarsi per garantire la possibilità di svolgere un regolare tirocinio pratico (presso gli studi odontoiatrici e le strutture autorizzate ai sensi del decreto legislativo n. 502/92, con la supervisione di un operatore qualificato ed esperto). Per questo motivo i migliori enti di formazione online prevedono delle convenzioni con studi dentistici privati, ospedali o ASL per lo svolgimento delle ore di tirocinio.

Va sottolineato che la parte pratica non prevede solo l’assistenza al dentista durante gli interventi, ma coinvolgerà tutte le differenti mansioni dell’ASO. Pertanto, alcune ore saranno dedicate all’accoglienza al cliente, altre alla preparazione degli strumenti e della postazione di lavoro nonché all’assistenza del dentista. Infine non mancheranno giornate in cui si opererà esclusivamente al computer, per la gestione degli ordini, l’organizzazione dell’agenda e per l’aggiornamento dei dati e delle cartelle dei pazienti.

Le competenze innate

Le materie e le tecniche che vengono apprese durante il corso di formazione per diventare assistente alla poltrona spesso non sono sufficienti a formare un professionista in questo settore. L’assistente alla poltrona, infatti, deve anche avere una serie di caratteristiche innate, che gli permetteranno di svolgere al meglio il proprio lavoro.

Per prima cosa è necessario che sia dotato di una buona empatia, in modo da poter assistere i propri clienti, soprattutto bambini e anziani, garantendo un sostegno morale sia in sala d’attesa che durante l’intervento. Inoltre deve avere un carattere pacato ed elevate capacità nel relazionarsi con il pubblico. L’assistente alla poltrona è infatti la persona con cui i pazienti si interfacciano e interagiscono e deve pertanto avere un’innata propensione a relazionarsi con gli altri.

Dovrà poi garantire la massima precisione nella gestione degli appuntamenti e dell’agenda del medico organizzando e gestendo al meglio lo studio.

Infine, non bisogna dimenticare che tra i ruoli dell’assistente alla poltrona vi è anche quello dell’organizzazione degli archivi, nonché dei contatti con i fornitori per le ordinazioni dei materiali e medicinali necessari per gli interventi. Pertanto, un ASO dovrà avere una buona dimestichezza con il computer.

Per concludere

In sintesi, per diventare assistente alla poltrona, è fondamentale essere maggiorenni e avere un diploma di scuola superiore. Successivamente si dovrà intraprendere un percorso formativo mirato, come i corsi organizzati dalle Regioni o dagli enti di formazione, che potranno essere svolti sia in aula che online. Questi permetteranno di ottenere le competenze necessarie per poter entrare nel mondo del lavoro e iniziare una carriera professionale presso uno studio dentistico come assistente alla poltrona.

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