Lo Street Food è un settore in grande espansione, sia per l’originalità dei prodotti che propone sia perché risponde a tutte le esigenze della vita moderna che spesso vede la gente costretta a consumare un pasto veloce, mentre si sposta da una sede all’altra, per lavoro o per socialità.

Ecco perché in Italia aumenta a dismisura la richiesta di questo servizio e, si sa, quando c’è domanda è il momento giusto, per chi desidera diventare offerente, lanciarsi sul mercato e puntare ad alti guadagni e grandi soddisfazioni.

Cos’è lo Street Food

Nonostante lo si chiami utilizzando la lingua inglese, lo Street Food è invece una tradizione che in Italia ha origini antichissime. Basti pensare al classico cono gelato, da gustare durante una passeggiata o alle leccornie fritte tipiche di Campania e Sicilia, il cosiddetto “cuoppo”, un cartoccio pieno di frittura di pesce, arancini (o arancine che dir si voglia), pizzette.

Non solo: che dire della classica piadina romagnola acquistata per strada nel classico chiosco o furgoncino, dei panini imbottiti, dei tramezzini o delle caldarroste? Street Food significa, letteralmente, “cibo da strada“.

Ossia un pasto sfizioso, semplice da consumare, veloce ed economico da poter acquistare durante un’uscita o in pausa pranzo, tra un appuntamento di lavoro e l’altro. Con i ritmi di vita che tutti abbiamo al giorno d’oggi una vera e propria “manna dal cielo”, che risolve la giornata a tante persone.

Come avere successo con lo Street Food

In realtà, gli ingredienti per diventare venditori di Street Food di successo sono semplici tanto quelli utilizzati per preparare le pietanze da offrire ai propri clienti.

– Una postazione di lavoro pulita, carina, che attiri e ispiri fiducia.
– Ricette della tradizione, per tutti coloro che amano lo Street Food classico.
– Creatività e fantasia per offrire almeno una pietanza sfiziosa, etnica, originale, che invogli il pubblico a provare qualcosa di nuovo e a scegliere proprio voi.
Gentilezza e cordialità perché il cibo da strada è anche sinonimo di convivialità, condivisione, di mangiare in pubblico sotto gli occhi di tutti.
– Ingredienti di buona qualità, soprattutto perché andranno a creare ricette semplici.
– Buon rapporto qualità/prezzo perché chi acquista Street Food cerca un pasto gustoso ma a costo limitato.

Il guadagno va fatto soprattutto sulla quantità di pasti venduti, quindi creando un’affiliazione di clienti. Per imparare tutte queste tecniche, sia culinarie che di marketing, esistono corsi specifici. Tenuti da persone competenti in materia che sapranno insegnare la raffinata tecnica della comunicazione e del commercio, indispensabile per ottenere successo quando si decide di lanciarsi nel mercato dell’imprenditoria, soprattutto se si è alle prime armi ed esperienze.

Cosa serve per aprire un’attività di Street Food in Italia

Come tutte le attività in proprio, anche quella dello Street Food prevede di avere un budget iniziale da investire. Servirà quindi un mezzo, se si desidera svolgere l’attività a bordo di un furgoncino organizzato per la cucina.

Oppure un gazebo, o una struttura mobile equivalente, se invece si pensa di allestire una classica bancarella. L’attività è regolamentata dal Decreto Legislativo 114/98 della Riforma Bersani e i punti specifici per la vendita di cibo in strada si trovano agli articoli 27, 28, 29 e 30.

Il titolare dell’attività deve essere una persona fisica, o una società regolarmente costituita, iscritta al Rec o che possa dimostrare di aver svolto attività analoga per almeno due anni continuativi nel corso dell’ultimo lustro. Una volta soddisfatti questi requisiti è necessario acquistare la licenza.

Esistono diverse tipologie di licenze per la somministrazione e la vendita di alimenti in strada e, in base al proprio progetto, bisognerà scegliere quella più indicata. Ovviamente, il posto di lavoro dovrà rispettare e soddisfare tutti i requisiti di igiene e sicurezza richiesti per tutte le attività correlate alla preparazione e distribuzione di cibo.

A chi ci si deve rivolgere per poter aprire un’attività di Street Food

In Italia, per fortuna, esistono diverse regole per chi si prepara e vende alimenti. Bisogna non solo barcamenarsi attraverso la burocrazia ma anche accertarsi di avere tutti i documenti in regola per quanto riguarda le competenze professionali richieste e le regole igienico-sanitarie.

Pertanto è bene avere le idee molto chiare su questi aspetti tecnico-burocratici. Lo si può fare iscrivendosi a un corso specifico, dove sarà trattato ampiamente l’argomento oppure assumendo un consulente specializzato che possa accompagnare in tutte le fasi della messa in opera della propria attività.

Come funziona a livello fiscale

L’attività di Street Food è, a tutti gli effetti, un servizio commerciale che fa parte del settore della ristorazione. Quindi, per quanto riguarda la tassazione, è parificata a quella di un qualsiasi locale che somministra cibo e bevande. Naturalmente bisognerà munirsi di un registratore di cassa in quanto ogni vendita dovrà essere accompagnata da regolare scontrino fiscale.

Pertanto, nella lista delle spese di apertura attività, andrà sicuramente inserita anche quella delle prestazioni di un Commercialista, che possa occuparsi con precisione e attenzione di tutta la parte fiscale, per evitare di incorrere in multe e sanzioni che, a volte, possono vanificare impegno e lavoro di mesi per banali errori di ingenuità o di disattenzione.

Quanto si guadagna con lo Street Food

Come per tutte le attività imprenditoriali dipende dalla capacità e dalla competenza personale. C’è da dire che il settore è molto attivo, proprio per i motivi già spiegati: il bacino d’utenza è ampio e quasi tutti, anche durante una semplice passeggiata, amano acquistare qualcosa di goloso da gustare. Le possibilità di guadagno sono, quindi, concrete e interessanti.

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