Premessa: questo articolo non sostituisce in alcun modo il parere di uno specialista.

Il disturbo specifico dell’apprendimento viene annoverato tra i vari disturbi legati al neuro sviluppo del bambino. La defezione stessa comincia a manifestarsi nei primi anni scolastici, evidenziando lampanti deficit nel comprendere le nozioni impartite dalle maestre, anche le più semplici.

Per poter avere la piena certezza che si tratti di disturbo specifico dell’apprendimento, è necessario che il tempo in cui esso si palesi sia non meno di sei mesi. A quel punto, è possibile vedere le difficoltà che il bambino stesso incontra nella lettura, nel calcolo o anche nella scrittura.

Bambini con disturbo dell’apprendimento: cosa significa?

Come scritto nelle righe precedenti, i bambini con disturbo dell’apprendimento presentano enormi difficoltà nell’uso della parola – sia in fase di scrittura sia in quella di lettura – e nei calcoli.

Quando si fa utilizzo del termine “specifico” accanto a disturbo dell’apprendimento, si riferisce al fatto che nelle mancanze del bambino ci sono elementi come quelli visti in precedenza, ma che non vanno in nessun modo ad intaccare il normale funzionamento del suo intelletto.

Bambini con disturbo dell’apprendimento: quali sono i più diffusi?

Tra i disturbi dell’apprendimento più diffusi nella popolazione ci sono:

  • dislessia: questo disturbo è legato al fatto che il bambino non riesca a beneficiare di una lettura scorrevole e ben dettagliata. In questo modo mostrerà una certa riluttanza nella comprensione delle lettere dell’alfabeto e una complicanza nel convertire suoni o segni grafici in lettere. Tutto questo, consente importanti conseguenze nell’apprendimento generale;
  • disortografia: tale disturbo si riferisce alla difficoltà del bambino in ambito scritto, quindi in tutto quello che ne concerne l’aspetto linguistico, facendo emergere di conseguenza importanti errori nell’ortografia. Se nel disturbo precedente il soggetto in questione faceva una certa fatica nel convertire segni o suoni in parole, la stessa cosa accade attraverso la forma scritta, scambiando il più delle volte le lettere di una parola;
  • disgrafia: in questo caso, la principale defezione del bambino si ripercuote nella comunicazione scritta, quindi nella mancanza di una scrittura rapida, giusta e dinamica. Un paziente affetto da disgrafia mostrerà importanti disagi nel disegnare figure geometriche semplici, una errata impugnatura della penna e una difficoltà nell’uso dei margini della carta ove si andrà a scrivere;
  • discalculia: in questo disturbo legato all’apprendimento, il bambino presenterà serie difficoltà nell’eseguire calcoli e nel riconoscere i numeri. Anche qui, come nei casi precedenti, il soggetto potrebbe scambiare l’ordine delle cifre e non comprendere appieno lo svolgimento di semplici operazioni.

Bambini con disturbo dell’apprendimento: come scoprirlo?

Come enunciato nei paragrafi precedenti, per diagnosticare un disturbo specifico dell’apprendimento, oltre che un tempo minimo di sei mesi occorre che vi siano esami che possano certificare la manifestazione della defezione.
Essendo i diversi disturbi associati e caratteristiche differenti, si eseguiranno esami legati ad abilità strumentali, afferenti al funzionamento cognitivo ed emotivo, ognuno con le proprie specificità.

In Italia, è presente una percentuale molto elevata di bambini affetti da disturbi per l’apprendimento e questo comporta alcune conseguenze più o meno rilevanti nel percorso di crescita del soggetto, creando interferenze sia a livello personale sia a livello sociale.

Bambini con disturbo dell’apprendimento: quali possono essere i fattori scatenanti?

In tantissime ricerche a livello medico non è mai stata prodotta una risposta omogenea che abbracciasse più pareri comuni. Ciò che è emerso, però, è che vi sia una causa neurobiologica e che quindi sia correlato a fattori genetici come ritardi nel processo di maturazione del feto o sofferenza cerebrale precoce.

Inoltre, nello scaturire i vari disturbi specifici dell’apprendimento è emerso quanto anche defezioni a livello comportamentale o emotivo giochino un ruolo importante.

Bambini con disturbo dell’apprendimento: qual è la sintomatologia?

Nella maggior parte dei casi nel primo anno di scuola elementare cominciano ad emergere alcuni deficit che possono indirizzare verso una conferma del disturbo legato all’apprendimento. Ciò non toglie che esistono possibilità di visionarlo già dall’ultimo anno di asilo.

Questo perché, come è stato visto nelle righe precedenti, ci sono determinati fattori – l‘impugnatura della penna, difficoltà nel leggere semplici frasi, difficoltà nell’identificare suoni, impedimento nel disegnare forme basilari – che fanno intuire abbastanza velocemente l’entità del problema.

È molto importante mobilitarsi tempestivamente, non solo per la salute del bambino, ma anche per tutto quello che ne concerne il suo disagio individuale e sociale.

Bambini con disturbo dell’apprendimento: qual è l’approccio giusto?

Nel processo di crescita, quando i bambini comprenderanno man mano le loro disfunzioni, avranno una scarsa autostima e un certo disagio nei rapporti sociali. Emergeranno insuccessi e fallimenti nelle verifiche e questo non farà altro che aggravare ulteriormente la loro situazione.

Per questo è essenziale che ci si riesca a mobilitare nelle giuste tempistiche. Questo non solo per provare a tamponare lo sgretolamento in merito all’autostima cui questi pazienti andranno incontro, ma anche per abbattere ulteriori barriere sociali che si verrebbero a creare. Per questo la parola o l’aiuto di un insegnante risulterebbe importante.

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