Negli ultimi anni il mondo dei truccatori è stato quasi completamente monopolizzato dagli americani che hanno introdotto termini tecnici stranieri che tuttavia tutti gli appassionati del settore utilizzano quotidianamente. Per questo motivo, se siete dei beauty-addicted, dovete necessariamente conoscere alcuni dei principali termini che vi permetteranno di operare con maggiore competenza nel settore del make-up.

Questo post vuole porsi come una piccola guida, sicuramente non esaustiva, sui principali termini tecnici del make up: ricordate però che il mondo dei prodotti di bellezza e, soprattutto, delle tecniche utilizzate dai make up artist sono in continua evoluzione, cambiano di anno in anno e proprio per questo motivo per lavorare in questo settore è necessario restare sempre aggiornati sul vocabolario.

Quali sono i termini tecnici più utilizzati nel mondo del make up?

Il vocabolario dei make up artist si può suddividere in diversi settori, quali ad esempio quelli inerenti i prodotti, ossia il tipo di cosmetici, le caratteristiche dei prodotti, gli accessori e le tecniche di make up. Non parleremo delle tipologie di cosmetico: termini come gloss, kajal, BB cream, fard o primer sono infatti oggi parte del linguaggio comune anche dei non addetti ai lavori, per cui non richiedono ulteriori presentazioni.

Molto più complessi, invece, i termini inglesi specifici delle tecniche o accessori di make up: sono questi, invece, quelli più innovativi, che cambiano nel tempo a seconda delle mode e delle tendenze.

Che cos’è il nude look?

Negli ultimi anni, sia nei film sia nella vita reale, si vedono sempre più volti “acqua e sapone”, ma che in realtà sono truccati con quella che è una tecnica molto apprezzata da chi non ama un make up eccessivamente vistoso. Si tratta del nude look, ossia quel tipico trucco che rende un effetto completamente naturale. Nonostante la semplicità del risultato, il nude look può essere particolarmente complesso da realizzare: necessita infatti di un fondotinta con una texture particolarmente leggera e con tonalità simili a quelle dell’incarnato. Vanno poi applicate sfumature in tinte leggere su occhi e guance mentre per le labbra si preferisce solitamente un gloss trasparente.

Color correcting: come si applica questa tecnica?

Per realizzare al meglio il nude look è fondamentale conoscere le tecniche di color correcting che permette di correggere le imperfezioni del viso, nascondendo macchie, brufoli e discromie del viso. I correttori non sono tutti uguali, ma variano per cromia e texture in modo da poter scegliere quelli che meglio permettono di effettuare le correzioni necessarie. Attenzione però: applicare il color correcting non significa coprire, quanto piuttosto camuffare, facendo uso di colori complementari per garantire risultati migliori.

La beauty blender: molto più di una semplice spugnetta

Negli ultimi anni il fondo tinta ha visto diverse tipologie di spugne e spugnette che ne hanno reso sempre più semplice la stesura. La beauty blender è appunto una spugnetta dalla forma ergonomica: il suo punto di forza è che permette di stendere il fondotinta in maniera particolarmente semplice, rendendo più facili le sfumature e il raggiungimento delle zone più difficili da truccare, come le orecchie oppure le narici. La beauty blender è il must have per la realizzazione del nude look.

Il Contouring, il jaw contouring e lo sculpting

Per esaltare al meglio alcune parti del viso non si può semplicemente utilizzare un fondotinta unico, ma si dovrà saper scegliere tra tonalità più chiare e scure per realizzare quella che è la tecnica del contouring. Questa permetterà di mettere in evidenza gli zigomi o di sfinare la linea del naso assicurando un effetto di luce sui punti di forza di un volto e ponendo più in ombra eventuali difetti.

L’ultima tendenza del contouring è il jaw contouring che si concentra sulla definizione di zone di luce e ombra della mandibola.

Spesso il contouring è detto anche sculpting in quanto la tecnica permette di dare un tocco di tridimensionalità al viso con la realizzazione di effetti ottici che ingrandiscono o riducono le diverse parti del volto.

Un effetto stroboscopico sul viso: lo strobing

Proprio così, il termine strobing è stato preso in prestito dai make up artist che lo hanno mutuato dal linguaggio disco. Proprio come la luce stroboscopica, lo strobing punta ad enfatizzare alcuni punti del viso dando brillantezza ed evidenziandoli in maniera particolarmente accentuata. Zigomi, angolo interno dell’occhio o dorso del naso potranno essere messi in primo piano con polveri o creme in grado di assicurare un effetto particolarmente illuminante.

Blush e draping

To blush, in inglese, significa arrossire. Il blush è infatti il fard, che oggi viene applicato in polvere o crema per dare colore alle gote. Si può applicare il blush utilizzando la tecnica del draping, che permette di realizzare un vero e proprio effetto tridimensionale sul volto, esaltando determinati lineamenti e ponendo in secondo piano altri.

Il baking

Questa tecnica prevede una vera e propria stratificazione di diversi cosmetici per una base del make up in grado di durare a lungo. Il baking viene utilizzato per creare un trucco importante e che sia in grado di non rovinarsi nel corso di un’intera giornata. I diversi prodotti, dai correttori al fondotinta, vengono fissati con uno strato di cipria che ne permette una migliore presa e, appunto, una più lunga durata.

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