Sicuramente sono molti i politici che sostengono tesi più o meno discutibili. Ogni tanto però qualcosa di giusto viene detto, come quando l’allora Presidente del Consiglio Monti definì il posto fisso come monotono. Tralasciando quindi per un attimo la facile ironia che si potrebbe fare sulla provenienza di una simile affermazione, dal momento che i politici sono notoriamente molto affezionati alle poltrone, il concetto espresso è corretto. Alcune persone sono meno statiche di altre, e in certe situazioni può rendersi necessaria un’alternativa al lavoro d’ufficio. Vediamo insieme come superare la monotonia del posto fisso e ricollocarsi sul mercato del lavoro.

Niente di peggio della noia

Prima dell’avvento della grande crisi, dove alle persone non occorreva aggiungere al curriculum la voce “disponibile alla mobilità” tra le attitudini, il posto fisso era una sicurezza per molti. Buona parte della società moderna è cresciuta con l’ideale del lavoro d’ufficio, fisso e stabile. D’altronde, anche il sistema bancario concede più facilmente credito ai lavoratori a tempo indeterminato, per comprare la macchina, i mobili, la casa, e tutto quello che gravita attorno alla vita delle persone “normali”.

Tutta questa sicurezza non era però gratuita, ma aveva un prezzo molto alto che spesso veniva pagato con la noia e la monotonia che caratterizzano molti dei lavori da dipendente. Sempre gli stessi orari, sempre le stesse pause lavorative dei week end, sempre le stesse feste comandate. Tutto questo coincideva molto spesso e volentieri anche con incarichi ripetitivi. Per giorni, mesi e anni. Poche possibilità di crescita professionale e personale, pochi stimoli concreti a fare meglio, eccezion fatta per quelle persone che consideravano incentivante inseguire per anni un aumento di 50 o 100 euro.

La grande crisi cambia tutto

Ad un certo punto però, verso la fine della prima decade degli anni 2000, arriva dall’America la grande crisi, colpevole di aver contagiato le economie di tutto il mondo. Molte aziende hanno chiuso, moltissime hanno effettuato tagli al personale. Buona parte delle rimanenti invece, hanno cominciato a ricorrere a contratti di breve durata, privi di qualsiasi tutela per il lavoratore. Il motivo era semplice: evitare di continuare a pagare stipendi nel caso il lavoro fosse calato ulteriormente.

La sicurezza che fino a quel momento aveva contraddistinto il posto fisso era venuta a mancare, lasciando spazio solamente all’aspetto negativo: la noia, quindi il ripetere sempre le stesse azioni quotidiane, con le medesime cadenze più o meno regolari.

A quel punto, nella testa di moltissime persone è nato un quesito: valeva ancora la pena perseguire ancora il mito del posto fisso, o era preferibile cercare un’alternativa? Il problema ovviamente consisteva, e consiste tutt’ora, nel trovare questa via di fuga. La soluzione? Puntare sull’avvio di un’attività indipendente, nonostante gli aspetti da considerare in merito a tale scelta, siano molteplici e non sempre facilmente analizzabili. Detto in altre parole, non basta pensare di essere “imprenditori di sé stessi” per esserlo davvero.

Come rompere la monotonia del lavoro da ufficio?

Alla base di tutto, vige una parola: competenze. Per avviare un’attività indipendente di qualsiasi natura occorre difatti un bagaglio tecnico, da acquisire possibilmente prima di avviare tale attività. Pena, il pregiudicare l’esito dell’operazione stessa. Sicuramente se fino al giorno prima si è svolto un lavoro da “catena di montaggio”, ripetitivo e poco specializzato, il bagaglio di competenze sarà ridotto, quindi il passaggio tra l’essere dipendenti e indipendenti, potrebbe risultare traumatico.

Il secondo aspetto da considerare quando si pensa ad un’alternativa al posto fisso, è quello di tenere un corretto atteggiamento mentale, il mindset. “Lasciarsi andare” nel momento in cui non c’è più una persona ad impartire ordini, può essere semplice. Siamo esseri umani, e spesso si ha la tendenza a procrastinare. Paradossalmente, si deve fare ciò che si deve fare, ancor prima che si renda necessario farlo. Auto regolamentarsi, dettarsi delle regole e degli orari, sono aspetti alla base di un buon “capo” di sé stessi.

Come sviluppare queste competenze? Il miglior modo per fare bene qualcosa, è aver passione per quella determinata “cosa”. Questo ci consentirà di farlo meglio e non sussiste alcun dubbio. Il primo passo quindi è trovare la propria passione e capire se le nostre passioni possono interessare a qualcuno, quindi se possono risolvere il “problema” di un possibile cliente. In secondo luogo, si dovrà approfondire tali passioni, seguendo dei corsi di formazione, o di perfezionamento, al fine di diventare dei professionisti dei quel determinato settore.

In conclusione

Rompere la monotonia del lavoro da ufficio, il cosiddetto posto fisso, è possibile. La crisi, oltre a innumerevoli problemi, ha concesso anche molte opportunità. Si deve essere solamente pronti a coglierle. Per farlo si dovrà avere davvero la volontà di uscire dalla famosa zona di comfort, rea di

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