45 anni è un’età particolare. Da poco entrati negli “anta”, avviati verso il giro di boa dei cinquant’anni. Sulla carta si dovrebbe essere in una condizione di tranquillità, dove le idee chiare sul futuro sono accompagnate dalla raccolta dei frutti delle competenze acquisite nel corso degli anni. Il condizionale però è d’obbligo, e in molti casi il mercato può mettere alla porta le persone senza nemmeno avvisarle. Come cambiare quindi lavoro a 45 anni e reinventarsi?

Mai farsi prendere dallo sconforto

Tralasciando per un attimo che cambiare lavoro non necessariamente dovrà coincidere con la tua necessità di farlo (potresti semplicemente aver voglia di novità), se sarai costretto, il primario consiglio è quello di non farti mai prendere dallo sconforto.

Per usare un detto popolare, “chiusa una porta si apre un portone”. Ciò significa che quello che a prima vista potrebbe apparire come un problema, in realtà forse è un’opportunità. A volte cadere può fare molto male, ma se riuscirai a rialzarti ne uscirai più forte di prima. Spesso la crisi che coinvolge la società moderna in ogni angolo del globo, nasconde anche molte possibilità.

Per essere più concreti, si potrebbe dire che il lavoro probabilmente non è diminuito, ma solamente mutato. Le nuove professioni nate negli ultimi anni sono numerose, quindi ciò che dovrai riuscire a fare è uscire dagli schemi e cambiare la tua predisposizione mentale verso il mondo del lavoro. Ostinarsi a cercare qualcosa che oramai non esiste (quasi) più, non è saggio. In sintesi? Dovrai essere capace di reinventarti accompagnando il cambiamento, facendolo fluire senza ostacolarlo.

Reinventarsi: come farlo?

Nel momento in cui ti troverai nella situazione di cambiare lavoro, ti si apriranno due opzioni molto diverse tra loro: imparare un nuovo mestiere, oppure cercare di avviare un’attività indipendente. Nel primo caso, se non avrai acquisito dal tuo lavoro precedente un sufficiente bagaglio di competenze che abbiano un valore sul mercato, il consiglio è quello di formarti adeguatamente. Frequenta quindi corsi di specializzazione che ti rendano più appetibile al mondo del lavoro. Ogni provincia o regione ne organizza in gran quantità, e spesso sono gratuiti o quasi.

Se invece vorrai avviare un’attività in proprio, anche come alternativa al lavoro d’ufficio, dovrai fermarti un attimo e cercare di analizzare le situazioni possibili che potrebbero presentarsi nei prossimi anni. Ovviamente, se hai avuto la possibilità, nel corso della tua carriera lavorativa di mettere da parte un piccolo capitale, la tua strada sarà sicuramente più in discesa. In caso contrario non dovrai comunque demordere, come scopriremo più avanti.

Tempo indeterminato? Quasi un miraggio

Non è colpa di nessuno. Le generazioni degli anni 70/80, sono cresciute con la mentalità del posto fisso. Si cominciava a lavorare, con il presupposto di 40/45 anni di lavoro da dipendente davanti, in prospettiva della pensione. Un bel contratto a tempo indeterminato faceva sentire tutelati. Poi sono arrivati gli anni 2000, con un mercato sempre più traballante e con sempre meno garanzie per i dipendenti. Infine la grande crisi, cominciata nel 2008/09 ha dato il via in Italia a contratti sempre più brevi, con migliaia di aziende chiuse da un giorno all’altro. Parola d’ordine: mobilità.

E nel 2019? Di indeterminato probabilmente non esiste più nulla in nessun campo, dagli affetti, al lavoro. L’unico modo che avrai per arginare questa situazione è solamente affrontarla con razionalità. Cambiarla non ti sarà possibile. Hai perso il lavoro? Cerca di capire quali sono i tuoi punti forti, ma anche quelli deboli. Sostanzialmente dovrai fare un bel po’ di training mentale, perché oltrepassati i 40 anni non è facile mettersi in discussione. Ma è necessario farlo.

Ordine e disciplina

Come dicevamo, il lavoro è semplicemente mutato. Il web, è uno dei settori dove sono nate probabilmente il maggior numero di professioni. Su internet hai la possibilità di seguire corsi, tenuti da specialisti della formazione, ma potresti anche lavorare sfruttando le competenze acquisite con i corsi.

Se ti fermi a riflettere un attimo, capirai da te che il web è pieno di contenuti, esattamente come questo, e qualcuno questi contenuti li crea. Sicuramente non gratis. Inoltre devi sapere che lo Stato ogni anno stanzia ingenti fondi per favorire l’avvio delle nuove attività, le famose start up, e molte di queste sono basate proprio sull’utilizzo di internet e sulla creazione di contenuti (e non solo ovviamente).

Qualsiasi cosa tu decida di fare però, ricorda che non ci sarà più un capo a darti ordini, a importi degli orari o dettare i tuoi ritmi lavorativi. Questa situazione da una parte è un vantaggio, ma dall’altra se non imporrai alla tua vita ordine e disciplina, potrebbe rivelarsi controproducente. Situazione amplificata soprattutto se deciderai di lavorare da casa.

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