L’emergenza Coronavirus ha cambiato la nostra società in modo radicale. Lo dimostra quello che sta succedendo al mondo del lavoro, partendo dalle società che vendono servizi ai commercianti al dettaglio, per finire al mondo dell’istruzione. Proprio quest’ultimo sta affrontando cambiamenti che si possono definire epocali.

La scuola dell’obbligo, così come le Università o i corsi formativi, da sempre offrono la didattica in un luogo fisico. Oggi cosa cambia? La formazione diventa un insieme di tecnologie replicabili direttamente in casa. Quindi ci si trova a dover portare in uno spazio intimo, individuale, un contesto che, fino ad ora, si caratterizzava proprio per la sua collettività e che è ben lontano dal distanziamento sociale ora necessario. Diventa importante, dunque, adeguarsi alle normative e affrontare questo cambiamento. I protagonisti sono insegnanti, ragazzi, bambini e anche genitori.

Come si sta riorganizzando la scuola nell’era del distanziamento sociale? Quali sono gli scenari per il futuro? Cosa cambierà nell’ambito della formazione professionale? Scopriamolo subito.

Il cambiamento parte dal basso

Gli studenti e i docenti che, durante la pandemia, si sono trovati ad affrontare questo nuovo modo di concepire ogni tipo di formazione, si mettono a confronto. Se per i nativi digitali non ci sono particolari problemi ad affrontare il cambiamento, quelli che stanno soffrendo di più sono proprio gli insegnanti che devono approcciarsi al mondo digitale.

Il corpo docente e gli istruttori professionali, quindi, si trovano a dover prendere confidenza con un nuovo ambiente di lavoro che può essere la propria casa e la classe non è più un luogo fisico in cui recarsi ma, più semplicemente, un posto virtuale da frequentare comodamente dalla propria scrivania.

A fornire gli strumenti educativi adatti per l’e-learnig è il colosso Google. Sono noti, ormai, Classroom e HangoutsMeet, validi mezzi per seguire le lezioni in diretta. Grazie a questi è possibile condividere link, immagini, video e intervenire durante la lezione. Sono intuitivi e, quindi, acquisire praticità non è difficile.

Ma come si mantengono i rapporti lavorativi e di confronto? Grazie alle community. Questi non sono solo mezzi di piacere ma diventano strumenti di lavoro. Quindi Whatsapp o Telegram, acquisiscono maggiore importanza dal punto di vista comunicativo.

Mentre le lezioni frontali si svolgono su Skype o Zoom, come funziona per i gruppi di lavoro? Si riuniscono ancora? Certo, però, si spostano su altre piattaforme disponibili gratuitamente. Quindi chiunque lo voglia potrà attivare diverse forme di formazione a distanza cucite su misura.

Poiché tornare a riempire le aule sembra un’eventualità lontana, in questo momento si cerca sempre di più di sperimentare nuovi metodi di formazione. Allora via anche alle app di stampo educativo basate sulla realtà virtuale. In questo modo è possibile ampliare la propria esperienza di studio. Probabilmente si farà ricorso anche a strumenti che permettono la simulazione digitale adatta per lo studio della biologia, chimica e fisica. Un metodo che cambia anche la concezione di una certa materia e di cui, forse, alcuni studenti potrebbero anche innamorarsi.

La didattica capovolta

Il nuovo metodo di insegnamento modifica il tradizionale flusso informativo, che prevedeva lo scambio verbale tra docente e studente; questo avviene anche con le lezioni online, ma i ritmi sono, per forza di cose, differenti. L’interazione diventa fondamentale per tenere elevata l’attenzione e per fare sì che i temi affrontati vengano compresi appieno. Vi è, inoltre, la possibilità di consultare online fonti pertinenti alla materia. Quindi vi è maggiore libertà di interpretazione di un testo o di un certo argomento utile alla propria formazione professionale.

L’insegnante, come per le lezioni offline, fungerà da supporto e guiderà lo studente al punto cruciale della questione. Parliamo di un sistema rivoluzionario, in direzione di una digitalizzazione che il nostro Paese si trova ad inseguire con difficoltà.

Tale metodo di insegnamento sta diventando sempre più utilizzato e, complice l’emergenza Coronavirus, non è più solo una remota opportunità ma è ormai realtà.

La formazione professionale a distanza

Un focus sulla formazione professionale è necessario. Se, da una parte, molti si sono orientati verso i corsi online, altri, invece, preferiscono lezioni frontali in presenza. Ma cosa succede con la pandemia in corso? Quali sono le perplessità dell’utente di questo tipo di formazione?

L’insegnamento a distanza, come abbiamo visto, può diventare uno strumento utile per raggiungere gli obiettivi professionali desiderati, direttamente da casa e senza ulteriori sforzi.

Il livello di preparazione e l’attestato finale che viene rilasciato dall’ente, ha la stessa validità di un corso in presenza della stessa tipologia. Quindi, nella sostanza, cambia poco e allora è bene orientarsi verso corsi online che garantiscano un insegnamento adatto alle esigenze e alla sicurezza, di ogni soggetto, offrendo, inoltre, una flessibilità maggiore, che ben si integra con i ritmi della vita moderna.

Cosa cambierà nel prossimo futuro

Con la pandemia in corso a cambiare non è solo l’istruzione ma anche la concezione del tempo, la sua gestione, i rapporti tra studenti, i modi di studiare e di insegnare. Per tutti questi motivi il computer acquista sempre maggiore importanza ed è lo strumento adatto per poter apprendere ma anche insegnare.

Un pc, quindi, non è più solo uno svago o mezzo per favorire la distrazione dallo studio ma, grazie all’emergenza Covid-19, diventa un supporto aggiuntivo al mero studio ed è il vero protagonista della nuova didattica.

Se tutto ciò va considerato come un’evoluzione del nuovo sistema formativo, cosa ci aspetta in futuro? È possibile ritornare alla normalità dopo questo salto in avanti? Questo non lo sappiamo ma, ad oggi, è necessario provarci e cercare di innovarsi nel modo più corretto possibile e lasciare spazio anche alla propria immaginazione.

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