Negli ultimi anni sono sempre di più gli italiani, soprattutto nelle città, che agli affollati e chiassosi ristoranti preferiscono di gran lunga la quiete e la privacy delle mura domestiche per organizzare una cena tra amici o per festeggiare un evento particolare, come un compleanno o una laurea. Il problema nasce quando il padrone – o la padrona di casa – non ha molta dimestichezza con i fornelli, ed ecco che nasce lo chef a domicilio, una professione che qui sta prendendo piede solo da poco, ma in altri Paesi, come Francia e Stati Uniti, è un’attività affermata da tempo e molto diffusa.

Molto appassionati di cucina si staranno chiedendo come diventare chef a domicilio. In realtà la passione per la cucina non è sufficiente per iniziare questo genere di attività, anche se può dare una grossa mano, occorre infatti seguire corsi specifici per affinare le proprie conoscenze e soprattutto per imparare la preparazione di pietanze sempre nuove.

Diciamo che non è così semplice come si vuol fare apparire, si tratta di un percorso in salita ma che sicuramente regalerà una serie di soddisfazioni sia personali che economiche.

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Come diventare chef a domicilio: i corsi di cucina da seguire

Dicevamo che per diventare uno chef a domicilio occorre come prima cosa avere una grande passione per la cucina che, seppure da sola non è sufficiente, rappresenta un ingrediente di primaria importanza per diventare un personal chef di successo. Infatti, è possibile diventare chef senza alberghiero.

Ma mettiamo un attimo da parte la scuola alberghiera e la passione e concentriamoci sui corsi di cucina che bisogna seguire per diventare degli chef professionisti.
Ci sono diverse opportunità, si può scegliere tra:

  • dei corsi teorici e pratici in scuole e accademie di cucina professionali;
  • dei corsi, che dopo il periodo di formazione, prevedono degli stage in ristoranti per un certo tempo.

Infine, se non si ha abbastanza tempo a disposizione, si può optare per dei semplici corsi online. Quest’ultima però la terrei come ultima alternativa e solo nel caso in cui si sia già particolarmente portati per la cucina, questo perché a differenza dei precedenti non offre l’opportunità di essere fisicamente seguiti da un professionista che osservi e corregga eventuali errori commessi nella preparazione dei piatti.

Cosa fa uno chef a domicilio e quanto guadagna

Se pensate che uno chef a domicilio si limiti semplicemente a preparare il menù concordato con il cliente sbagliate!

Lo chef a domicilio si deve curare dell’intera organizzazione del pranzo o della cena e può fermarsi a casa del proprio cliente anche l’intera giornata.

Una volta concordato il menù da preparare, lo chef dovrà:

  • acquistare tutti gli ingredienti, a meno che il cliente non decida di occuparsene personalmente;
  • accertarsi che il cliente abbia a disposizione tutti gli utensili di cui avrà bisogno per la preparazione delle pietanze;
  • occuparsi della mise en place;
  • riordinare la cucina.

Ci sono servizi aggiuntivi che uno chef a domicilio può offrire e tra questi rientrano le cene o i pranzi a tema, il servizio sommelier e corsi a domicilio di cucina, cake design e pasticceria.
Veniamo adesso all’aspetto economico: quanto può guadagnare uno chef a domicilio? Tutto dipende dalla qualità del servizio offerto e quindi dalla bontà dei piatti e dalla cura che si riserva all’impiattamento. Proprio come succede per i ristoranti, c’è chi sceglie di offrire una cucina più economica ma genuina, casareccia e abbondante e chi invece punta su una cucina gourmet e sofisticata. I prezzi per una singola cena, pranzo o buffet possono quindi variare, a seconda di diversi fattori, andando da 400/500 euro fino a qualche migliaio di euro.

Il guadagno naturalmente è anche proporzionale al numero di clienti che ogni chef riesce ad avere. Come aumentare il numero dei propri clienti? Oltre al classico e infallibile passaparola, per cui se un invitato alla cena è rimasto sorpreso dalla prelibatezza dei piatti e dalla professionalità del servizio ovviamente chiederà informazioni e prenderà nota sullo chef, c’è un metodo infallibile per farsi pubblicità: i social.
Ad esempio aprire una pagina su Facebook e pubblicare le foto dei piatti preparati è uno dei mezzi più semplici per farsi conoscere rapidamente e da un’ampia platea di potenziali clienti.

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Come diventare chef a domicilio: tutti gli adempimenti burocratici

Prima di iniziare a svolgere l’attività di chef a domicilio occorre prestare attenzione ad una serie di adempimenti burocratici riportati di seguito.

  1. Occorre abilitarsi alla somministrazione di bevande e alimenti frequentando un corso presso la Camera di Commercio della propria città.
  2. Aver acquisito un’esperienza di almeno due anni, nei cinque anni precedenti all’inizio dell’attività, nell’ambito della ristorazione o nella somministrazione di bevande e alimenti.
  3. Frequentare il corso di alimentaristi tenuto presso la Asl della propria città, al fine di conoscere tutte le norme igienico-sanitarie.
  4. Iscriversi alla Camera di Commercio.
  5. Aprire la Partita Iva.
  6. Richiedere il codice Ateco che identifica la propria attività di chef a domicilio.

Insomma, cosa aspetti? Se la cucina è la tua passione e non hai la possibilità di aprirti un ristorante lo chef a domicilio è decisamente l’attività che fa al caso tuo.

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