Come diventare chef senza diploma alberghiero?

Nel campo della ristorazione i cuochi che vengono più apprezzati non sono necessariamente quelli che presentano più titoli e qualifiche, ma sono soprattutto coloro i quali sono in grado di deliziare il palato di chi si siede al tavolo. Per questo motivo, se da ragazzi non si è frequentato l’istituto alberghiero ma si ha una grande passione per la cucina, intraprendere la strada per diventare cuochi esperti è sempre possibile. Naturalmente però la passione da sola non basta: per diventare chef è necessario che l’amore per la cucina diventi una professione. Di seguito verranno riportati tre consigli che permetteranno di scoprire come diventare chef senza alberghiero. Cosa aspettate a seguirli?

1. Frequentare un corso professionalizzante

Per poter lavorare come chef presso ristoranti o altre strutture che operano nel settore della ristorazione non è sempre necessario essere in possesso di un diploma alberghiero. Tuttavia, possedere degli attestati che permettono di verificare la competenza come cuoco è fondamentale. Per questo motivo per prima cosa è necessario seguire un corso di formazione per diventare chef

Il successo di programmi televisivi dedicati alla cucina ha portato molte associazioni a proporre corsi nel settore culinario. Molti, tuttavia, non sono realmente professionalizzanti, ossia non sono progettati per formare cuochi professionisti ma sono dedicati agli appassionati di cucina che vogliono imparare qualche ricetta in più.

Nella scelta del corso è fondamentale controllare con attenzione i moduli, ossia la struttura del corso stesso. Esso dovrà essere progettato in modo da dare il giusto spazio ad argomenti fondamentali come la storia della gastronomia regionale, italiana ed estera, gli strumenti del mestiere, la preparazione dei diversi tipi di alimenti dalle salse, agli impasti, dai primi piatti ai secondi di carne e di pesce, le associazioni con i giusti vini e molto altro. Inoltre, va evidenziato che un corso di alto livello presenterà anche di conseguire la certificazione HACCP, fondamentale per poter lavorare a stretto contatto con gli alimenti.

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2. Darsi tempo

Chi frequenta un istituto alberghiero avrà ben cinque anni per imparare tutto quello che c’è bisogno di sapere nel mondo della ristorazione e diventare chef. Seguire un corso professionalizzante richiede sicuramente meno tempo, soprattutto perché il corso è completamente incentrato sulla preparazione degli alimenti e non si dovranno frequentare tutte le materie scolastiche come italiano, lingue o matematica.

Anche se al termine del corso si avranno molte competenze nel settore diventa fondamentale riuscire a metterle in pratica, dedicandosi regolarmente alla preparazione dei primi o dei secondi piatti per poter diventare veramente esperto. Un periodo di gavetta lavorando come assistente cuoco permetterà di velocizzare il processo di apprendimento e permetterà di imparare a muoversi al meglio all’interno di una cucina iperattiva come quella di un ristorante. Va infatti ricordato che, almeno fino a che non si diventi uno chef rinomato, si dovrà operare quasi sempre di gran fretta, preparando contemporaneamente più portate per soddisfare le diverse richieste dei clienti. Anche la capacità di mantenere alta la concentrazione per realizzare piatti appetitosi ed esteticamente eleganti è un elemento fondamentale che, se non si ha già, si dovrà apprendere con la pratica.

3. Da cuoco a chef

Quando si segue un corso professionalizzante quasi sempre esso è pubblicizzato come corso per diventare chef. Va tuttavia evidenziato che lo chef è colui che decide le ricette e dirige la cucina. Nella maggior parte dei casi, invece, i corsi permettono di diventare cuochi. La differenza è che il cuoco è colui che effettivamente realizza le ricette ma esclusivamente sotto la direzione e le richieste dello chef. Solo con l’esperienza e anni di pratica si potrà aspirare a diventare chef. Inoltre, va sottolineato che il passaggio da cuoco a chef può richiedere non solo pratica ed esperienza ma ulteriori corsi specifici, che permetteranno di imparare come va diretta una cucina, come si dovranno scegliere i menu a seconda del tipo di locale in cui si opera e molto altro ancora.

Ad essere precisi, inoltre, è bene evidenziare che all’interno delle cucine si possono trovare diverse gerarchie di cuochi e chef. Il cuoco semplice può anche non essere titolato: lo chef può decidere di assumere un cuoco di cui conosce le capacità culinarie anche se questo non dispone di un diploma alberghiero o non ha seguito corsi professionalizzanti. A un gradino più sopra del cuoco semplice si possono trovare gli chef de partie, ossia quelli che si dedicano esclusivamente alla preparazione di particolari piatti: alcuni saranno quindi dediti alla preparazione degli antipasti, altri a primi o ai secondi, alla frutta o ai dolci.

Il lavoro degli chef de partie viene controllato dai sous chef che sono un gradino più sotto dello chef: questa figura a sua volta viene controllata dal capo-cuoco o head chef. L’head chef è la figura più importante della cucina dopo lo chef esecutivo, ossia il principale responsabile di tutto quanto avviene all’interno della cucina, come la scelta degli alimenti, la definizione dei menu, la pulizia e gestione della cucina e molto altro. Inoltre c’è chi lavora come chef a domicilio, che lavora in modo completamente autonomo.

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