Indice dei contenuti
- Cosa significa davvero diventare elettricista?
- Aiutante o operaio elettricista
- Elettricista qualificato e operaio specializzato
- Responsabile tecnico
- Elettricista autonomo
- Come diventare elettricista in quattro passaggi
- 1. Acquisire le competenze tecniche
- 2. Fare pratica
- 3. Iniziare a lavorare nel settore
- 4. Maturare esperienza e crescere professionalmente
- Quali requisiti servono in base al titolo di studio?
- Quale esperienza serve per diventare elettricista qualificato?
- Quali attività lavorative vengono considerate
- Presso quali imprese deve essere svolta
- Apprendistato e periodi non sempre computabili
- Come documentare l’esperienza
- Un corso basta per diventare elettricista?
- Come iniziare con il Corso Elettricista Davante | CORSICEF®
- CEI 11-27, PES, PAV e PEI: cosa bisogna sapere
- Che cos’è la formazione CEI 11-27
- PES e PAV non vengono attribuite automaticamente dal corso
- Chi assegna PES, PAV e l’idoneità PEI
- Differenza tra CEI 11-27 e requisiti del D.M. 37/2008
- Quanto tempo ci vuole per diventare elettricista?
- Con una laurea tecnica specifica
- Con un diploma ITS previsto dalla normativa
- Con un diploma tecnico-professionale
- Con un attestato professionale riconosciuto
- Senza un titolo specifico
- Come diventare elettricista senza diploma
- Si può diventare elettricista a 30, 40 o 50 anni?
- Come trovare il primo lavoro da elettricista
- Quali posizioni cercare
- Cosa inserire nel curriculum
- Come scegliere un’esperienza utile alla crescita
- Dove può lavorare un elettricista
- Come diventare elettricista autonomo
Per diventare elettricista serve una preparazione tecnica che comprenda elettrotecnica, impianti, lettura degli schemi, sicurezza e normativa. Dopo la formazione è possibile iniziare a lavorare come aiutante o operaio elettricista, affiancando professionisti più esperti. Il corso, da solo, non attribuisce automaticamente una qualifica o un’abilitazione. Titolo di studio ed esperienza diventano determinanti quando si vuole assumere il ruolo di responsabile tecnico o avviare un’impresa abilitata ai sensi del D.M. 37/2008.
Come diventare elettricista in breve
- Acquisire le competenze tecniche attraverso un percorso di formazione.
- Sviluppare capacità operative con laboratori, esercitazioni e pratica.
- Entrare nel settore come aiutante, operaio elettricista o installatore junior.
- Maturare esperienza documentabile per crescere e accedere, quando previsto, a maggiori responsabilità tecniche.
Cosa significa davvero diventare elettricista?
La parola “elettricista” viene usata per indicare ruoli con livelli di autonomia e responsabilità differenti. Un aiutante elettricista, un operaio specializzato e il responsabile tecnico di un’impresa possono lavorare sugli stessi impianti con compiti, inquadramenti e responsabilità diverse.
Questa distinzione è importante perché saper installare o manutenere un impianto non coincide automaticamente con il possesso dei requisiti necessari per dirigere tecnicamente un’impresa e sottoscrivere la documentazione prevista dalla normativa.
Aiutante o operaio elettricista
L’aiutante elettricista svolge attività operative sotto la guida di professionisti più esperti. Può occuparsi della preparazione dei materiali, della posa di tubazioni e cavi, del cablaggio, del montaggio di componenti e del supporto durante verifiche e interventi di manutenzione.
È uno dei ruoli attraverso cui iniziare a conoscere il lavoro sul campo, utilizzare gli strumenti e acquisire esperienza negli impianti civili o industriali.
Elettricista qualificato e operaio specializzato
Le espressioni “elettricista qualificato” e “operaio specializzato” possono riferirsi all’inquadramento contrattuale, alle mansioni svolte e al livello di autonomia raggiunto. La qualifica dipende dal contratto collettivo applicato, dall’esperienza maturata e dalle responsabilità attribuite dall’impresa.
Un operaio specializzato possiede normalmente una maggiore capacità di eseguire installazioni, individuare guasti, leggere schemi e intervenire sugli impianti. Questo livello professionale assume valore anche nei percorsi basati sull’esperienza previsti dal D.M. 37/2008.
Responsabile tecnico
Il responsabile tecnico è il soggetto che conduce gli aspetti tecnici dell’attività di un’impresa di installazione. Deve possedere uno dei requisiti tecnico-professionali indicati dall’articolo 4 del D.M. 37/2008 ed essere formalmente collegato all’impresa.
Può essere il titolare, un socio, un amministratore, un dipendente o un familiare del titolare nei casi previsti. La funzione viene svolta per una sola impresa ed è incompatibile con altre attività continuative.
Elettricista autonomo
Un elettricista autonomo esercita l’attività attraverso una propria impresa. L’apertura della Partita IVA rappresenta un adempimento fiscale. Per svolgere le attività di installazione disciplinate dal D.M. 37/2008, l’impresa deve possedere anche i requisiti previsti, nominare un responsabile tecnico idoneo e presentare la relativa SCIA.
| Figura | Cosa può fare | Requisiti principali | Dichiarazione di conformità |
|---|---|---|---|
| Aiutante elettricista | Supporta le attività operative sotto supervisione | Competenze di base, formazione e addestramento aziendale | Non può sottoscriverla autonomamente |
| Operaio qualificato o specializzato | Esegue installazioni e manutenzioni con crescente autonomia | Esperienza, competenze e corretto inquadramento | Solo se possiede i requisiti ed è responsabile tecnico |
| Responsabile tecnico | Conduce tecnicamente l’attività dell’impresa | Requisiti tecnico-professionali del D.M. 37/2008 | Sottoscrive la parte tecnica per l’impresa abilitata |
| Titolare di impresa | Gestisce l’attività imprenditoriale e organizzativa | Partita IVA, iscrizioni, SCIA e responsabile tecnico | L’impresa può rilasciarla se regolarmente abilitata |
Come diventare elettricista in quattro passaggi
1. Acquisire le competenze tecniche
Il primo passaggio consiste nello studio dei fondamenti di elettrotecnica e del funzionamento degli impianti elettrici. Una preparazione completa dovrebbe comprendere:
- grandezze elettriche e circuiti;
- impianti civili e industriali;
- lettura di schemi, planimetrie e documentazione tecnica;
- componenti, quadri elettrici, cavi e sistemi di protezione;
- strumenti di misura, test e verifica;
- normativa tecnica e sicurezza;
- principi di automazione e controllo.
Queste conoscenze permettono di comprendere le attività svolte in cantiere, riconoscere i rischi e utilizzare correttamente materiali e attrezzature.
2. Fare pratica
La manualità si sviluppa attraverso esercitazioni, laboratori e affiancamento. Durante la pratica si impara a preparare una linea elettrica, posare cavi, montare componenti, leggere uno schema e utilizzare gli strumenti di misura.
I laboratori aiutano a trasformare le conoscenze teoriche in competenze operative. L’esperienza presso un’impresa permette poi di confrontarsi con impianti reali, procedure aziendali e problemi che cambiano da un intervento all’altro.
3. Iniziare a lavorare nel settore
Dopo aver costruito una preparazione iniziale, è possibile candidarsi per posizioni come:
- aiutante elettricista;
- operaio elettricista junior;
- cablatore;
- installatore junior;
- manutentore elettrico junior;
- addetto al montaggio di quadri elettrici.
Le prime esperienze permettono di acquisire velocità, precisione e familiarità con gli standard di lavoro. L’affiancamento consente anche di comprendere come vengono organizzati gli interventi e compilata la documentazione tecnica.
4. Maturare esperienza e crescere professionalmente
Con il tempo è possibile specializzarsi negli impianti civili, nell’automazione industriale, nella manutenzione, nella domotica o nelle tecnologie energetiche. L’esperienza può condurre a un livello superiore di inquadramento e a una maggiore autonomia operativa.
Per diventare responsabile tecnico o avviare un’impresa abilitata, l’esperienza deve rispettare i requisiti previsti dal D.M. 37/2008. Durata, continuità e inquadramento cambiano in base al titolo già posseduto.
Quali requisiti servono in base al titolo di studio?
I requisiti del D.M. 37/2008 riguardano il responsabile tecnico dell’impresa di installazione. Non impediscono a una persona priva di tali requisiti di iniziare a lavorare come dipendente in un ruolo operativo.
L’articolo 4 prevede percorsi differenti. L’idoneità del titolo e dell’esperienza viene valutata dalla Camera di Commercio competente.
| Punto di partenza | Percorso previsto per il responsabile tecnico |
|---|---|
| Laurea tecnica specifica | Il titolo può soddisfare direttamente il requisito, previa verifica della sua attinenza |
| Specifico diploma di tecnico superiore | Possibile accesso diretto per i diplomi ITS espressamente individuati dalla normativa |
| Diploma o qualifica tecnica di secondo ciclo | Almeno 2 anni continuativi di inserimento alle dirette dipendenze di un’impresa del settore |
| Titolo o attestato professionale riconosciuto | Almeno 4 anni consecutivi di inserimento alle dirette dipendenze di un’impresa del settore |
| Nessun titolo riconosciuto | Almeno 3 anni come operaio installatore specializzato presso imprese abilitate, esclusi apprendistato e periodi svolti come operaio qualificato |
La normativa contempla anche il percorso del titolare, dei soci e dei collaboratori familiari che abbiano svolto attività di collaborazione tecnica continuativa presso un’impresa abilitata. In assenza di un titolo riconosciuto, il periodo indicato dal D.M. 37/2008 è pari ad almeno sei anni per gli impianti elettrici.
Quale esperienza serve per diventare elettricista qualificato?
L’esperienza consente di sviluppare competenze e ottenere un inquadramento professionale più avanzato. Ai fini dell’accesso al ruolo di responsabile tecnico, deve presentare caratteristiche precise.
Quali attività lavorative vengono considerate
L’esperienza deve riguardare le attività di installazione, trasformazione, ampliamento o manutenzione degli impianti relativi al settore per il quale si richiede il riconoscimento.
Per gli impianti elettrici assume rilievo il ramo indicato dalla lettera A del D.M. 37/2008, che comprende gli impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione e utilizzazione dell’energia elettrica posti al servizio degli edifici.
Presso quali imprese deve essere svolta
Per il percorso senza titolo riconosciuto, la prestazione deve essere svolta alle dirette dipendenze di imprese abilitate nello stesso ramo di attività. Anche nei percorsi collegati a un titolo tecnico è essenziale verificare che l’impresa e le mansioni siano coerenti con il settore.
In alcuni casi può essere riconosciuta l’esperienza maturata presso uffici tecnici interni di aziende che installano o mantengono i propri impianti. La valutazione viene effettuata sulla base dell’attività svolta e della documentazione disponibile.
Apprendistato e periodi non sempre computabili
Il semplice trascorrere degli anni all’interno di un’azienda non garantisce il riconoscimento del requisito. Per il percorso dei tre anni come operaio installatore specializzato, il D.M. 37/2008 esclude il periodo conteggiato come apprendistato e quello svolto con la qualifica di operaio qualificato.
Anche la continuità richiesta cambia in base al percorso: il diploma tecnico richiede almeno due anni continuativi; l’attestato professionale riconosciuto richiede almeno quattro anni consecutivi.
Come documentare l’esperienza
È utile conservare tutta la documentazione che consente di ricostruire il rapporto di lavoro e le mansioni svolte:
- contratto e lettera di assunzione;
- inquadramento e livello contrattuale;
- buste paga relative al periodo;
- comunicazioni obbligatorie di assunzione;
- estratto contributivo;
- dichiarazione del datore di lavoro con attività, mansioni e durata;
- visura dell’impresa presso cui è stata maturata l’esperienza;
- documentazione relativa all’iscrizione INAIL per titolari, soci o collaboratori.
La documentazione richiesta può variare tra le Camere di Commercio. Prima di iniziare un percorso pluriennale conviene verificare che mansioni, inquadramento e attività dell’impresa siano idonei rispetto all’obiettivo professionale.
Un corso basta per diventare elettricista?
Un corso da solo non attribuisce automaticamente l’abilitazione professionale e non rende responsabile tecnico di un’impresa. Può fornire le competenze necessarie per candidarsi a ruoli operativi e iniziare a costruire esperienza nel settore.
Un percorso ben strutturato permette di:
- comprendere i principi dell’elettrotecnica;
- conoscere impianti civili e industriali;
- leggere schemi e documentazione tecnica;
- utilizzare componenti e strumenti;
- sviluppare manualità attraverso attività pratiche;
- conoscere le regole tecniche e di sicurezza;
- prepararsi all’ingresso in un’impresa del settore.
Come iniziare con il Corso Elettricista Davante | CORSICEF®
Il Corso Elettricista Davante | CORSICEF® offre una formazione dedicata agli impianti elettrici civili e industriali. Il percorso comprende elettrotecnica, realizzazione degli impianti, lettura degli schemi, normativa, sicurezza e automazione.
Il corso prevede:
- una durata massima di 18 mesi;
- accesso al Campus Virtuale 24 ore su 24;
- videolezioni e materiali didattici online;
- fino a 120 ore di laboratori pratici;
- attività in presenza presso le sedi Davante | CORSICEF® o in diretta online;
- formazione sulla sicurezza per i lavori elettrici secondo la CEI 11-27.
Rappresenta un primo passo concreto e flessibile per acquisire competenze tecniche, iniziare a lavorare nel settore e costruire nel tempo la propria esperienza professionale.
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CEI 11-27, PES, PAV e PEI: cosa bisogna sapere
Che cos’è la formazione CEI 11-27
La norma CEI 11-27 disciplina l’organizzazione e l’esecuzione in sicurezza dei lavori su impianti elettrici e in prossimità di essi. L’edizione 2025 ha sostituito quella del 2021 e ha aggiornato ruoli, definizioni, procedure e gestione del rischio elettrico.
La formazione tratta conoscenze teoriche e operative relative ai lavori fuori tensione, in prossimità e, quando previsto, sotto tensione in bassa tensione. Il CEI indica la modalità sincrona, in aula o in diretta streaming, come modalità ordinaria conforme per la parte teorica dei corsi.
PES e PAV non vengono attribuite automaticamente dal corso
La partecipazione a un corso documenta la formazione ricevuta. Il corso non attribuisce automaticamente la condizione di Persona Esperta o Persona Avvertita.
PES indica una persona con istruzione, conoscenza ed esperienza tali da consentirle di analizzare i rischi e svolgere lavori elettrici in sicurezza. PAV indica una persona adeguatamente istruita e avvertita da persone esperte, capace di evitare i pericoli connessi all’elettricità.
Chi assegna PES, PAV e l’idoneità PEI
Il datore di lavoro valuta il personale considerando formazione, esperienza, conoscenza degli impianti, capacità operative, affidabilità e caratteristiche delle attività assegnate. Al termine della valutazione può formalizzare l’attribuzione della condizione di PES o PAV.
PEI indica l’idoneità a svolgere specifici lavori sotto tensione. Anche questa idoneità richiede una valutazione del datore di lavoro e deve riferirsi alle attività che la persona è effettivamente preparata a svolgere.
Differenza tra CEI 11-27 e requisiti del D.M. 37/2008
La CEI 11-27 riguarda la sicurezza nell’esecuzione dei lavori elettrici, la formazione degli operatori e l’organizzazione delle attività in presenza di rischio elettrico.
Il D.M. 37/2008 disciplina le imprese che installano impianti al servizio degli edifici, i requisiti del responsabile tecnico e il rilascio della dichiarazione di conformità.
Sono quindi due piani distinti. Una persona può aver seguito la formazione CEI 11-27 senza possedere i requisiti per diventare responsabile tecnico. Un responsabile tecnico deve comunque assicurare che le attività vengano organizzate ed eseguite nel rispetto delle regole di sicurezza applicabili.
Quanto tempo ci vuole per diventare elettricista?
Il tempo necessario dipende dall’obiettivo. Per acquisire le prime competenze può essere sufficiente un percorso formativo di alcuni mesi. Per raggiungere una buona autonomia operativa servono esperienza e affiancamento. L’accesso al ruolo di responsabile tecnico segue le tempistiche del D.M. 37/2008.
Con una laurea tecnica specifica
Una laurea attinente può soddisfare direttamente il requisito tecnico-professionale. La Camera di Commercio verifica la corrispondenza tra titolo e ramo impiantistico richiesto. Anche in questo scenario l’esperienza pratica resta importante per lavorare con sicurezza e gestire gli aspetti tecnici dell’impresa.
Con un diploma ITS previsto dalla normativa
Lo specifico diploma di tecnico superiore individuato dall’articolo 4 può consentire l’accesso diretto al requisito. La verifica deve riguardare il percorso, la figura nazionale e l’area tecnologica del titolo conseguito.
Con un diploma tecnico-professionale
Dopo la verifica dell’attinenza del diploma o della qualifica di secondo ciclo, sono richiesti almeno due anni continuativi di inserimento presso un’impresa del settore.
Con un attestato professionale riconosciuto
Il percorso previsto comprende almeno quattro anni consecutivi di inserimento presso un’impresa del settore. L’attestato deve rientrare tra i titoli riconosciuti dalla normativa sulla formazione professionale.
Senza un titolo specifico
Il percorso basato sulla sola esperienza richiede almeno tre anni come operaio installatore specializzato alle dirette dipendenze di imprese abilitate. Il periodo di apprendistato e quello svolto come operaio qualificato non rientrano nel conteggio previsto da questa specifica disposizione.
A questi tempi vanno aggiunti il periodo necessario per acquisire le competenze iniziali e quello richiesto per trovare un impiego con mansioni e inquadramento idonei.
Come diventare elettricista senza diploma
È possibile iniziare a lavorare nel settore anche senza diploma, attraverso una formazione tecnica e l’ingresso in un ruolo operativo. Le prime opportunità possono riguardare posizioni da aiutante, addetto al cablaggio o operaio elettricista junior.
Per costruire un percorso utile ai fini del D.M. 37/2008 occorre prestare attenzione all’impresa presso cui si lavora, alle mansioni, al livello contrattuale e alla documentazione del rapporto.
Il percorso basato sull’esperienza richiede tre anni come operaio installatore con qualifica di specializzato. Gli anni iniziali necessari per raggiungere tale inquadramento possono allungare il tempo complessivo.
Prima di assumere impegni professionali o aprire un’attività, è utile richiedere una verifica preventiva alla Camera di Commercio competente.
Si può diventare elettricista a 30, 40 o 50 anni?
Non esiste un limite anagrafico generale per iniziare a formarsi e lavorare come elettricista. Anche chi desidera cambiare professione a 30, 40 o 50 anni può costruire un percorso partendo dalle competenze tecniche e da un ruolo operativo.
La scelta richiede una valutazione concreta della disponibilità al lavoro manuale, agli spostamenti, agli interventi in cantiere e agli orari richiesti dalle aziende. Alcune mansioni possono prevedere scale, spazi ristretti, movimentazione di materiali o condizioni ambientali impegnative.
Una formazione flessibile permette di studiare anche mentre si svolge un’altra attività. L’ingresso iniziale avviene spesso attraverso posizioni junior, indipendentemente dall’età. Esperienze precedenti nella manutenzione, nella meccanica, nell’edilizia o in ambito tecnico possono diventare competenze trasferibili.
Come trovare il primo lavoro da elettricista
Quali posizioni cercare
Per trovare le prime opportunità conviene utilizzare più denominazioni professionali nelle ricerche:
- aiuto elettricista;
- operaio elettricista junior;
- apprendista elettricista;
- cablatore elettrico;
- installatore di impianti;
- manutentore elettrico junior;
- addetto al cablaggio di quadri;
- tecnico installatore junior.
Le candidature possono essere inviate a imprese di impiantistica, aziende di manutenzione, industrie, società di servizi energetici e realtà che operano nella domotica o nell’automazione.
Cosa inserire nel curriculum
Il curriculum dovrebbe mettere in evidenza le competenze utili al lavoro operativo:
- percorso formativo svolto;
- laboratori ed esercitazioni pratiche;
- conoscenza degli impianti civili e industriali;
- capacità di lettura degli schemi elettrici;
- strumenti e componenti utilizzati;
- formazione sulla sicurezza;
- patente e disponibilità agli spostamenti;
- eventuali esperienze tecniche o manuali precedenti.
Durante il colloquio è utile spiegare con precisione quali attività sono già state svolte e quali richiedono ancora affiancamento.
Come scegliere un’esperienza utile alla crescita
Prima di accettare una posizione, conviene verificare:
- quali impianti realizza o mantiene l’azienda;
- per quali attività l’impresa risulta abilitata;
- quale inquadramento verrà applicato;
- quali mansioni compariranno nel contratto;
- se è previsto un affiancamento tecnico;
- quali possibilità di crescita professionale offre l’impresa.
Questi elementi incidono sulla qualità dell’esperienza e sulla sua futura valutazione ai fini dei requisiti tecnico-professionali.
Dove può lavorare un elettricista
Le competenze elettriche trovano applicazione in numerosi contesti:
- impianti civili per abitazioni, condomini, uffici e attività commerciali;
- impianti industriali per stabilimenti e linee produttive;
- manutenzione elettrica preventiva, ordinaria e straordinaria;
- automazione industriale e sistemi di controllo;
- domotica e building automation;
- fotovoltaico e sistemi di accumulo;
- colonnine di ricarica per veicoli elettrici;
- impianti speciali, antintrusione e sicurezza;
- reti e trasmissione dati;
- quadri elettrici e cablaggio.
La transizione energetica sta aumentando l’importanza delle competenze elettriche, ambientali e digitali. I dati del Sistema Informativo Excelsior mostrano che nel 2025 il 53,4% delle entrate previste per i green jobs risultava difficile da reperire. La difficoltà raggiungeva il 63% tra artigiani e operai specializzati.
Per chi entra oggi nel settore diventano quindi sempre più utili le competenze legate all’efficienza energetica, al fotovoltaico, all’automazione e alla gestione digitale degli impianti.
Come diventare elettricista autonomo
Per lavorare in autonomia attraverso una propria impresa occorre verificare innanzitutto il possesso dei requisiti tecnico-professionali previsti dal D.M. 37/2008. Il titolare può assumere direttamente il ruolo di responsabile tecnico se possiede tali requisiti. In alternativa, l’impresa deve nominare un altro soggetto idoneo.
Il percorso comprende generalmente:
- scelta della forma giuridica;
- apertura della Partita IVA;
- individuazione del codice ATECO corretto;
- iscrizione al Registro delle Imprese o all’Albo delle Imprese Artigiane;
- adempimenti INPS e INAIL;
- nomina del responsabile tecnico;
- presentazione della SCIA per le attività impiantistiche;
- indicazione dei rami di attività per cui si richiede l’abilitazione.
Al termine dei lavori, l’impresa installatrice abilitata rilascia al committente la dichiarazione di conformità. Il documento viene sottoscritto dal titolare o legale rappresentante e dal responsabile tecnico quando si tratta di soggetti diversi.
L’apertura della Partita IVA, da sola, non consente quindi di svolgere tutte le attività regolamentate o rilasciare dichiarazioni di conformità.
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