Come prepararsi al concorso Polizia Penitenziaria 2026

Due agenti di polizia penitenziaria di spalle

Come prepararsi al concorso Polizia Penitenziaria 2026

Prepararsi al Concorso Polizia Penitenziaria significa lavorare su tre fronti insieme: quiz a tempo (cultura generale e basi scolastiche), prove fisiche con soglie minime da rispettare e accertamenti psico-fisici/attitudinali, dove contano documenti in regola e profilo personale coerente. In questa guida trovi un percorso pratico: cosa studiare, come allenarti e come organizzare la documentazione, con un metodo “step by step” adatto al mercato italiano e alle procedure più recenti.

Preparazione Polizia Penitenziaria: quiz + prove fisiche + attitudinali

Simulazioni a tempo, metodo di studio e programma fisico progressivo per arrivare pronto a ogni fase.

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Quando esce il prossimo concorso e perché conviene iniziare prima

Nei concorsi della Polizia Penitenziaria, l’errore più comune è aspettare il diario per iniziare: quando arrivano le convocazioni, hai poco margine per costruire resistenza, forza e rapidità nei quiz. Per questo la preparazione migliore parte in anticipo, con routine leggere ma costanti (studio + allenamento + checklist documentale).

Cosa si sa sul 2026

Secondo fonti di settore, per il 2026 è atteso un concorso per circa 2.500 Allievi Agenti, con pubblicazione indicata entro marzo 2026 (dati non ancora ufficializzati da un bando).

Struttura del concorso: le fasi che devi preparare davvero

1) Prova scritta a quiz

È quasi sempre una prova a tempo e la differenza la fa la velocità: non basta “sapere”, bisogna rispondere bene sotto pressione. Le aree più ricorrenti sono cultura generale e materie della scuola dell’obbligo.

2) Prove di efficienza fisica (PEF)

Qui non serve “essere sportivi”: serve arrivare alle soglie minime in modo affidabile, senza infortuni. In genere gli esercizi ruotano su corsa, salto e piegamenti.

3) Accertamenti psico-fisici

Visite + esami: spesso si viene esclusi non per “non idoneità”, ma per documentazione incompleta o fuori finestra temporale. La preparazione include anche la gestione pratica (prenotazioni, copie, scadenze).

4) Accertamenti attitudinali

Test e colloqui: valutano equilibrio, motivazione, gestione dello stress, capacità relazionali e aderenza al ruolo. Conta molto la coerenza (tra questionari e colloqui) e una motivazione realistica.

5) Valutazione titoli (quando prevista)

In alcuni bandi si aggiunge la parte “titoli”: chi arriva preparato si gioca anche la graduatoria con punteggi incrementali.

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Prova scritta: cosa studiare e come allenarti (senza perdere tempo)

Le materie più frequenti

Per costruire una preparazione “a prova di bando”, lavora su un mix stabile di aree che ricorrono quasi sempre nei quiz:

  • Lingua italiana (grammatica, ortografia, comprensione)
  • Aritmetica e geometria (calcolo rapido, proporzioni, problemi base)
  • Educazione civica (Costituzione, istituzioni, cittadinanza)
  • Storia e geografia (linee essenziali e mappe concettuali)
  • Scienze (fondamentali “da scuola”)

Metodo “da concorso”: teoria essenziale + simulazioni a tempo

La strategia più efficace è dividere la settimana in due blocchi: (1) studio mirato su nuclei frequenti e (2) simulazioni cronometrate con correzione degli errori. La regola è semplice: meno pagine, più prove.

Allenamento sul tempo: come gestire velocità e precisione

Imposta micro-sessioni da 20–25 minuti in cui lavori come in gara: quesiti misti, cronometro, revisione degli errori “per categoria” (distrazione, lacuna, calcolo lento, lettura frettolosa).

Prove fisiche Polizia Penitenziaria: obiettivi e soglie (come allenarti davvero)

Quali esercizi aspettarti

Nei bandi recenti le PEF ruotano su:

  • Corsa 1.000 m (tempo massimo)
  • Salto in alto (misura minima, tentativi limitati)
  • Piegamenti sulle braccia (numero minimo entro un tempo)

Soglie indicative (impostazione più ricorrente)

Uomini:

  • corsa 1.000 m entro 4'15''
  • salto in alto almeno 1,10 m
  • 12 piegamenti in max 2'

Donne:

  • corsa 1.000 m entro 5'15''
  • salto in alto almeno 0,90 m
  • 7 piegamenti in max 2'

Come allenarti senza arrivare “cotto”

Obiettivo: arrivare sopra soglia con margine. Un’impostazione semplice (e sostenibile) è:

  • 2 sedute corsa: una tecnica/ritmo + una ripetute brevi
  • 2 sedute forza: progressioni piegamenti + core (plank, scapole, spalle)
  • 1 seduta tecnica: mobilità + balzi leggeri + approccio del salto

Certificato e materiali

In molti bandi è richiesto un certificato di idoneità sportiva agonistica per l’atletica leggera: va richiesto per tempo perché, tra visite e disponibilità, è una delle cause pratiche più frequenti di problemi “last minute”.

Allenamento PEF guidato (corsa + forza + tecnica)

Progressioni settimanali e test periodici per superare le soglie in sicurezza, senza improvvisare.

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Accertamenti psico-fisici: cosa preparare

La regola d’oro: documenti completi e dentro le finestre

Organizza una cartellina con originali + copie e prenota gli esami con anticipo: molti documenti hanno validità limitata (in giorni/mesi) rispetto alla convocazione.

Che cosa controllano di solito

Visite cliniche e parametri generali, esami strumentali e valutazioni di idoneità complessiva. Se hai situazioni pregresse, porta documentazione chiara e ordinata (meglio completa che “a metà”).

Accertamenti attitudinali: come arrivare pronto a test e colloqui

Cosa valutano davvero

Non cercano “la persona perfetta”: cercano un profilo affidabile per il ruolo, con equilibrio emotivo, disciplina, capacità di stare in squadra e motivazioni credibili.

Come preparare le motivazioni

Prepara una storia semplice e coerente: perché Polizia Penitenziaria, cosa ti aspetti dal ruolo, come gestisci stress e responsabilità. Porta esempi reali (studio, sport, lavoro, volontariato) e sii consistente nelle risposte.

Timeline consigliata: 10–12 settimane (studio + PEF + attitudinali)

Settimane 1–4: basi e abitudini

Costruisci fondamenta (italiano, aritmetica, civica) e inizia PEF “dolce” (corsa facile + tecnica + forza base). Una simulazione a tempo a settimana per impostare ritmo.

Settimane 5–8: intensificazione controllata

Più simulazioni (2 a settimana), correzione errori per categorie e PEF con ripetute mirate. In parallelo: mini-sessioni su colloquio motivazionale e gestione ansia.

Settimane 9–12: rifinitura “da gara”

Simulazioni complete, mock-day fisico in sequenza e revisione documentale. Ultimi giorni: scarico, sonno, alimentazione e logistica.

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DOMANDE FREQUENTI

Come prepararsi al Concorso Polizia Penitenziaria?

La preparazione efficace combina studio per la prova scritta, allenamento progressivo per le prove fisiche e organizzazione anticipata dei documenti sanitari. È importante allenarsi anche su quiz a tempo e simulare le condizioni reali d’esame.

Quali sono le prove del concorso Polizia Penitenziaria?

Il concorso prevede generalmente: prova scritta a quiz, prove di efficienza fisica, accertamenti psico-fisici, accertamenti attitudinali e, in alcuni bandi, la valutazione dei titoli.

Cosa studiare per la prova scritta della Polizia Penitenziaria?

Le materie più frequenti sono lingua italiana, aritmetica e geometria di base, educazione civica, storia, geografia e scienze. La chiave è allenarsi con simulazioni cronometrate, non solo con lo studio teorico.

Quanto contano le prove fisiche nel concorso Polizia Penitenziaria?

Le prove fisiche sono obbligatorie e a sbarramento: non superare anche un solo esercizio comporta l’esclusione. Una preparazione graduale su corsa, piegamenti e salto in alto è fondamentale per arrivare idonei senza infortuni.