L’assistenza è una delle professioni più appaganti a livello etico e morale, perché ci si impegna ad aiutare il prossimo in un’azione che, a cause di forze maggiori, non è in grado di svolgere da solo. Ad esempio, l’assistenza alla persona nell’alimentazione è una mansione estremamente importante, perché si fornisce supporto a chi non è in grado di mangiare autonomamente.

Chi svolge assistenza alla persona nell’alimentazione?

La figura che si occupa di questo mestiere è l’assistente alla persona, uno specialista di supporto ai ruoli sanitari le cui mansioni sono state inserite più o meno vent’anni fa, quando il settore sanitario presentava un forte buco nel personale assistenziale. Il compito di questi assistenti è quello di dare una mano a tutte quelle persone che non riescono a gestirsi da soli o che necessitano di un controllo costante durante la loro quotidianità.

Cosa deve verificare un assistente alla persona?

Le azioni che svolge un l’assistente alla persona sono molteplici e tutte della medesima importanza: la prima cosa da fare è preparare un piano assistenziale al paziente. La programmazione è unica per ogni persona, dato che occorre assolutamente verificare di quale aiuto necessita, ma soprattutto perché esistono patologie diverse per ognuno.

Per prima cosa, l’assistente alla persona deve verificare che la dieta affidata al paziente sia quella corretta. Nel caso ci fosse stata una mutazione nella dieta del paziente, il professionista dovrà comprendere il motivo per cui questa è stata cambiata e accertarsi che la nuova sia adatta. Come altro processo di verifica, la figura preposta dovrà prescrivere determinate diete o digiuni qualora il paziente dovesse affrontare controlli o analisi che lo richiedono.

Quali sono gli interventi che deve attuare un assistente alla persona?

Oltre alle verifiche esaminate nel paragrafo precedente, l’assistente alla persona deve attuare importanti interventi per quel che concerne la preparazione all’alimentazione, come:

  • preparare i pasti;
  • fornire supporto al paziente preparando il tavolo dove mangerà, oppure mettendolo in posizione semi ortopnoica per andare incontro alle sue esigenze fisiche;
  • garantire al paziente tutto l’occorrente per mangiare: bicchieri, posate, tovaglioli, tovaglia, recipiente con la cannuccia se presenta difficoltà nell’assimilazione del cibo, asciugamano, ecc.;
  • imboccare il paziente, se presenta importanti deficit fisici.

Quali altre azioni deve svolgere un’assistente alla persona?

Sempre per quello che riguarda l’assistenza alla persona nell’alimentazione, l’incaricato dovrà far sì che l’igiene del paziente sia sempre ottimale, quindi occorrerà affiancarlo nella pulizia personale. Non solo, ma oltre che visionare costantemente quale cibo si prepara ad assimilare, è bene che venga spezzettato o sbucciato – nel caso della frutta – se il paziente non riesce a sostenere una normale masticazione.

La pulizia dell’ambiente è altamente importante, soprattutto perché sono spazi in cui i pazienti si troveranno a condividere al momento dei pasti. Infatti, è necessario che l’assistente:

  • tolga i vassoi utilizzati dai pazienti ed elimini i rifiuti accumulati nell’area addetta ai pasti;
  • si preoccupi di sanificare gli ambienti, sia prima dei pasti, favorendo un’accoglienza gradevole alle persone anche da un punto di vista igienico, sia dopo i pasti, evitando che possibili malattie infettive possano distribuirsi o stagnarsi nell’ambiente circostante.

Quando il paziente non ha la possibilità di nutrirsi autonomamente, l’assistente alla persona deve essere la prima figura a cui può rivolgersi e su cui può contare. Oltre alle procedure elencate nelle righe precedenti, vediamo cosa dovrà fare più nello specifico:

  • mettere un tovagliolo nella parte inferiore del mento, evitando così che si possa sporcare;
  • se il cibo è troppo caldo, aspettare che si raffreddi, ma senza soffiarci sopra per ovvi motivi igienici;
  • invogliare il paziente a mangiare, senza forzarlo;
  • attendere che mandi giù il cibo, senza mettergli fretta;
  • tra un primo e un secondo boccone, non solo fare delle pause, ma è bene socializzare con il paziente così da rendere il pasto meno noioso possibile;
  • far in modo che il paziente si senta il più a suo agio possibile, anche nella posizione.

A fine pasto, l’assistente alla persona deve riferire all’infermiere un resoconto del pasto: se il paziente ha mangiato tutto, una parte o nulla, se ha ingerito liquidi; se ha avuto difficoltà nella fase di assimilazione, oppure se ha avuto comportamenti non consoni e se si è sentito male fisicamente.

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