La gestione dei bambini iperattivi può essere complicata, sia che si tratti del proprio figlio sia per insegnanti che devono affrontare situazioni simili in classe. Ci sono diverse cause dell’iperattività infantile, ognuna prevede modalità di comportamento precise e diversi metodi per far fronte a queste esigenze speciali. Per approcciarsi correttamente ai bambini iperattivi bisogna innanzitutto seguire i consigli del pediatra o dello psicologo infantile che li ha in cura e, in secondo luogo, cercare di mettere in atto alcune strategie atte a gestire i loro comportamenti. 

Cos’è l’iperattività infantile

L’iperattività nei bambini si può presentare in due tipologie: fisiologica o patologica. Nel primo caso parliamo di un problema di vivacità eccessiva, unita a problematiche come incapacità di gestire le emozioni sia positive che negative, che portano il piccolo a essere più attivo, chiacchierone ed emotivo rispetto alla media dei suoi compagni. Tuttavia, questi atteggiamenti possono dipendere da fattori caratteriali, dalle fasi dello sviluppo e della crescita, da particolari situazioni familiari o ambientali e tendono a risolversi spontaneamente con il tempo. 

Nel secondo caso, invece, laddove ci sia stata una vera e propria diagnosi di ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività), la situazione può rivelarsi più difficile e complicata da gestire in quanto, spesso, la causa di questa sindrome è correlata ad altri disturbi fisici e/o psicologici. 

I sintomi dell’iperattività nei bambini

Ogni bambino è un mondo a sé, per questo non è raro riscontrare casi d’iperattività con  caratteristiche molto diverse tra loro. Nonostante questo, tra i più comuni comportamenti anomali osservabili in piccoli in età scolare (3/14 anni) affetti da questo problema, troviamo:

  • incapacità di concentrarsi su un gioco o un concetto per più di pochi minuti;
  • necessità di muoversi continuamente;
  • propensione a rifiutare impegni o giochi che richiedono attenzione e tempo;
  • scarsa memoria e continue dimenticanze delle regole appena spiegate o dei compiti affidati;
  • logorrea;
  • necessità d’interrompere l’interlocutore o di parlargli sopra;
  • tono di voce alto e impositivo;
  • difficoltà nel rispettare i turni sia durante i giochi che durante le conversazioni;
  • atteggiamento costantemente annoiato;
  • disturbi comportamentali come crisi di pianto e di frustrazione, eccessi di riso o di rabbia, entusiasmo incontrollabile o tristezza ingestibile che può portare a lunghi pianti apparentemente immotivati.

Tutti questi comportamenti presi in considerazione singolarmente o con poca ricorrenza possono essere ritenuti assolutamente normali nei bambini e nei pre-adolescenti. Al contrario, se ripetuti e messi in atto contemporaneamente sono sintomo di ADHD.

La gestione del bambino iperattivo

Gestire un bambino iperattivo può risultare, in alcuni casi, alquanto difficile. Da un lato è necessario trovare un metodo di approccio saldo ed efficace per aiutarlo a convivere con il suo disagio e a raggiungere, contestualmente, gli obiettivi di apprendimento, interazione e socializzazione. Dall’altro bisogna cercare di comprendere quali sono i fattori scatenanti del suo disturbo e cercare di lavorare su quelli che è possibile eliminare o modificare. Non è semplice ma il margine di miglioramento c’è sempre e, con i giusti strumenti, è possibile fare dei passi importanti e aiutare la persona a crescere e inserirsi in società con successo. Esistono diverse strade per apprendere tutte le nozioni necessarie a poter aiutare i bambini iperattivi:

  • seguire scrupolosamente i consigli del pediatra o dello psicologo infantile che ha in cura il bambino per l’ADHD;
  • tenersi costantemente informati sull’argomento leggendo libri e articoli provenienti da diverse fonti, così da avere una panoramica di pareri il più ampia possibile e scegliere quali sono gli approcci più adatti da utilizzare per la propria situazione;
  • seguire dei corsi specializzati per lavorare con i bambini, soprattutto quelli per educatori e insegnanti, nei quali si tratta anche la gestione dei bambini iperattivi;
  • confrontarsi con altri genitori o insegnanti che vivono la stessa situazione, per scambiarsi consigli pratici. Anche questo è possibile farlo iscrivendosi a un corso per l’infanzia, in quanto ci si può relazionare agli altri partecipanti e ascoltare le loro esperienze in merito.

Affrontare la sindrome di ADHD

La diagnosi di ADHD avviene durante la primissima infanzia. I bambini iperattivi mostrano i segnali del disturbo fin da neonati, dimostrandosi particolarmente precoci nello sviluppo delle funzioni motorie, nella lallazione e nell’imparare a camminare. Sono bimbi molto curiosi, che dimostrano di avere una gran voglia di sperimentare continuamente nuove situazioni ed esperienze, con il rischio di fare il passo più lungo della gamba e mettersi continuamente in pericoloso.

Crescendo, i bimbi con iperattività dimostrano un’intelligenza spiccata, ma anche l’incapacità di metterla a frutto concentrandosi su qualcosa e portandola a termine. Sono continuamente in movimento, parlano tanto senza riuscire a modulare correttamente il tono di voce. Hanno bisogno di stimoli nuovi e continui per non cadere in uno stato di noia e apatia che li porta, inevitabilmente, a crisi di rabbia e frustrazione, perché non riescono a soddisfare il loro bisogno di sfogarsi sia fisicamente che intellettualmente. 

Generalmente, i bambini iperattivi hanno un quoziente intellettivo pari o superiore alla media e, anche per questo motivo, hanno un estremo bisogno di ricevere le giuste attenzioni, per non sentirsi obbligati a richiederle mettendo in atto comportamenti disturbanti e aggressivi.

Questo articolo non sostituisce in alcun modo il parere di uno specialista.

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