L’educatore e autore statunitense, Stephen Covey, definisce ascolto empatico quella modalità di ascolto che si pone l’obiettivo di comprendere l’altro. Per ascoltare in modo empatico, non basta solo l’uso delle parole: il 10% della comunicazione è basata sull’espressione verbale, il 30% sui suoni e il restante 60% sul linguaggio del corpo. Insomma, la comunicazione empatica è un qualcosa di prezioso che accompagna l’essere umano a gestire meglio le relazioni, in particolare modo in ambito educativo.

A cosa serve la comunicazione empatica?

Comprendere in modo empatico significa assumere il punto di vista dell’interlocutore e immedesimarsi nella sua situazione. Il percorso che lo precede non è affatto semplice, anzi, delle volte si eccede in pregiudizi o supposizioni errate che compromettono l’intesa tra le due persone. Ad esempio, in una struttura aziendale, tali fattori possono portare alla rottura delle relazioni interpersonali, con immediato conflitto e mancata collaborazione. Nella maggior parte dei casi, tali frizioni emergono a seguito di una comunicazione difettosa. Accade che, quando qualcuno enuncia un discorso, l’attenzione all’ascolto può essere limitata e circoscritta a due casi:

  • ascolto in maniera selettiva, ossia sezionare soltanto una parte del discorso che si sta ascoltando e scegliere di rispondere solo all’argomento d’interesse;
  • far finta di ascoltare, magari annuendo con la testa o imitando il comportamento comune che ci si aspetta venga assunto in quella circostanza, mentre si sta pensando a tutt’altro.

Comunicazione empatica come strategia educativa

Come la totalità delle soft skill, anche la comunicazione e l’ascolto empatico possono essere appresi e migliorati con l’allenamento. Un esempio, che può sembrare banale, riguarda l’essere più ricettivo nei confronti dell’altra persona. La soluzione è alquanto semplice: per prima cosa occorre ascoltare, allontanandosi dall’egocentrismo, dall’onta del pregiudizio e dall’idea di aver già compreso il discorso a priori. Essere coinvolti all’interno di un argomento vuol dire essere protagonisti di un ascolto attivo, volto ad assumere la visione di chi sta prendendo parola e attento anche alla dimensione emotiva, senza dimenticare l’espressione comunicativa che esibisce il linguaggio del corpo.

L’essere empatici è una dote necessaria alle persone che decidono d’intraprendere un percorso professionale nell’educazione, in particolare per lavorare con i bambini e gli adolescenti. La fase pre-adolescenziale e adolescenziale delle persone è dominata dalla sfera emotiva, è un momento di crescita dove si vivono grandi conflitti interiori. Qui, i giovani hanno la percezione di non essere compresi dal mondo esterno, per questo motivo poter far affidamento su una figura che attua una comunicazione empatica verso di loro è di grande aiuto.

Inoltre, si è notato come le emozioni giocano un ruolo fondamentale nell’apprendimento: queste influiscono sul comportamento che gli studenti adottano durante le ore scolastiche. Di conseguenza, l’insegnante deve essere in grado di gestire e regolare attraverso una strategia di comprensione empatica il modo di sentirsi degli alunni, così da migliorare anche la loro predisposizione verso l’apprendimento.

Quali possono essere gli ostacoli all’empatia?

Come anticipato precedentemente, uno dei maggiori impedimenti all’accrescimento di una relazione empatica viene rappresentato dal pregiudizio. L’empatia è un termine puro, ossia che elude le impurità portate dalle critiche dai giudizi o dalle valutazioni senza aver offerto la possibilità all’interlocutore di esprimere compiutamente la sua opinione. Inoltre, anche l’impostazione di alcune barriere comunicative, portano a una difficile se non problematica relazione:

  • mostrare attenzione su aspetti che esulano dall’argomentazione narrata dall’interlocutore;
  • la tendenza a esporre soluzioni ai problemi dell’altro mettendo sul piatto un’esperienza personale, la quale sposta l’attenzione su sé stessi ed esprime egocentrismo;
  • utilizzare frasi solite e fatte, come se il coinvolgimento alla problematica esposta dall’altra persona fosse di basso interesse;
  • esprimere conclusioni affrettate;
  • enunciare opinioni autoreferenziali.

Quali sono gli elementi chiave della comunicazione empatica?

La comunicazione empatica è quella capacità di osservare le cose attraverso gli occhi altrui, senza abbandonare il vissuto personale, anzi, grazie all’empatia mostrata nei confronti dell’altro, si conosce più a fondo e più intimamente se stessi. Ma quali sono gli elementi principali di una comunicazione empatica? I principali sono:

  • trasparenza: evitare di reprimere o nascondere le reazioni emotive personali. Si può non avere lo stesso punto di vista altrui, ma mentire rompe il patto comunicativo;
  • autocontrollo: non bisogna cedere all’istinto naturale di protendere la conversazione verso l’ “io” e mettere al primo posto i bisogni personali;
  • accettare l’altro: il giudizio porta delle crepe all’interno di una relazione, per questo è importante liberare la mente da esperienze passate simili per lasciare spazio al conoscere in modo imparziale l’altra persona.
Mostra i CommentiDisabilita commenti

Lascia un commento